Al via a Pisa il Festival Nessiah 2019. Foto e Video

PISA – Presentato venerdì 22 novembre presso l’Auditorium di Palazzo Blu il “Festival Nessiah 2019“, che andrà in scena da sabato 23 novembre fino all’8 dicembre prossimo, organizzato dalla Comunità ebraica di Pisa sotto la Direzione Artistica del Maestro Andrea Gottfried, ideatore e fondatore della Manifestazione, e che si svolgerà pressoché interamente a Pisa – con un solo “fuori programma” a Viareggio – tra la Sinagoga di via Palestro, Palazzo Blu, la Gipsoteca di Arte Antica dell’Università di Pisa ed il Cineclub “Arsenale”.


di Giovanni Manenti

Realizzato grazie al determinante sostegno di “Fondazione Pisa, Comune di Pisa e Regione Toscana-Rete Toscana Ebraica, nonché in partnership con Palazzo Blu, Città di Viareggio, Sistema Museale di Ateneo, Dipartimento Civiltà e forme del sapere, e del Cineclub Arsenale, il “Festival Nessiah-viaggio nell’immaginario culturale ebraico” giunge quest’anno alla sua XXIII edizione, il cui tema è alquanto complesso e foriero di spunti di riflessione, vale a dire “Il Rinascimento ebraico. Lo specchio delle diversità“.

Un momento della conferenza stampa

A spiegarne il relativo significato è lo stesso Andrea Gottfried allorché precisa come: “quest’anno ci siamo ispirati ad uno scrittore, poeta e filosofo quale Martin Buber, di cui è stata pubblicata una raccolta di scritti dal titolo, appunto, di “Rinascimento ebraico”, con la quale intendeva far rinascere una coscienza culturale ebraica tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 in Europa, ed è così che quel periodo è divenuto il filo conduttore del Festival 2019, cui abbiamo abbinato l’ambivalenza del termine Rinascimento sia come legato all’autore che proprio all’epoca storica, il che ci ha permesso di offrire al pubblico delle proposte musicali e culturali con riferimento sia all’Europa dei primi anni del ‘900 che all’Italia del periodo del Rinascimento ebraico“.

Tra gli eventi più importanti del Festival“, conclude il Maestro, “mi preme ricordare il Concerto di apertura in quanto, come in ogni edizione, presenta degli Ospiti internazionali che si esibiranno in un programma di musiche e canzoni yiddish, mentre la novità di quest’anno è costituita dal seminario, conferenza ed evento interattivo sulla Danza rinascimentale ebraica, poiché il Maestro che aveva codificato i passi di queste danze rinascimentali nelle varie Corti si chiamava Guglielmo l’Ebreo, per poi concludere la rassegna con la rappresentazione, in forma di Concerto della celebre”Opera da Tre Soldi” di Kurt Weill che consente di chiudere questo cerchio tra l’identità ebraica dei primi del ‘900 ed il resto dell’Europa” …
Sostenitrice da un ventennio del Festival è la Fondazione Pisa, il cui Presidente Avv. Claudio Puggelli così commenta l’evento: “il nostro sostegno al Festival, come dimostra la nostra presenza a fianco dell’iniziativa oramai da venti anni, deriva dall’importanza dello stesso in quanto si tratta di una manifestazione di elevato livello culturale che tocca molti aspetti anche della nostra città, e che nel corso del tempo l’abbiamo vista crescere sino ad arrivare ad un programma molto ambizioso come quello di questa edizione che ci porta addirittura a parlare del Rinascimento, un tema che sinora non era mai stato affrontato, circostanza che mi fa ritenere che venga confermato, come nel passato, il gradimento da parte del pubblico” …
In rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, era presente alla Conferenza Stampa la Vicesindaco Raffaella Bonsangue, la quale ha ribadito: “Il Comune di Pisa abbia fortemente voluto essere al fianco di questa Manifestazione, nel ruolo di patrocinatore della stessa, in quanto organizzata dalla Comunità ebraica della nostra Città e, pertanto, riteniamo che far conoscere quella che è la cultura ebraica, anche attraverso questo spaccato particolare del Rinascimento in senso storico e non, a cavallo dei due secoli tra ‘800 e ‘900, possa essere importante anche come strumento per invitare alla coscienza ed alla responsabilità della ragione, con la speranza che odio, o comunque vendetta, non debbano essere gli strumenti migliori per costruire un futuro degno di questo nome, perché è solo in un clima di pace che i diritti di tutti potranno trovare tutela ed effettiva declinazione“.

Nel ricordare che tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero e gratuito (sino ad esaurimento posti), ogni informazione ed il programma completo del Festival sono consultabili sul sito: www.festivalnessiah.it

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