Alla stazione di Pisa sola e con due figli piccoli: dalla paura al lieto fine

PISA – Sola, in una città sconosciuta, senza una lira in tasca, con due figli piccolissimi, rispettivamente di uno e due anni e l’imbrunire che si avvicinava insieme al rischio di ritrovarsi senza un tetto durante la notte.

Alle volte la differenza fra un possibile dramma e il lieto passa anche dalla capacità di ascolto e di lavorare insieme, “in rete” come dicono gli addetti ai lavori, da parte di servizi diversi per competenze e mandato istituzionale, accomunati dalla capacità di riconoscere e farsi carico delle fragilità incontrate nel territorio.

La storia di Yvonne è lì a dimostrarlo. Il nome è di fantasia, ma la vicenda, invece, è assolutamente reale ed è capitata venerdì pomeriggio a Pisa tra la Stazione e Piazza Vittorio Emanuele, fra le 17 e le 19.

Una giovane madre camerunense, rifugiata politica e residente nel Comune di Arezzo, si avvicina a due vigili del servizio della Polizia Municipale per chiedere aiuto. E’ qui che scatta il lavoro di rete: vengono immediatamente contattati gli operatori dell’unità di strada della Società della Salute della Zona Pisana, servizio gestito dalla cooperativa sociale Arnera, che tutti i pomeriggi sono al lavoro in Piazza Vittorio.

Un colloquio per rendersi conto della situazione e capirne la portata e poi la telefonata al Pronto Intervento Sociale della stessa SdS: “Abbiamo disposto immediatamente un’albergazione d’emergenza almeno fino a lunedì mattina in modo da assicurare una sistemazione decorosa alla famiglia: alle 19.30 erano già in una delle pensioni che collaborano con noi” racconta la responsabile dei servizi sociali dell’ente via Saragat Maria Atzeni. In serata, poi, gli operatori dell’unità di strada sono passati a consegnare un pasto caldo e generi alimentari.

Il resto del lavoro all’inizio della settimana. “Le assistenti sociali la incontreranno per capire in modo più approfondito come è stato possibile che una mamma con due figli così piccoli si sia trovata da sola in una città sconosciuta e senza soldi in tasca e parallelamente prenderemo contatto anche con i servizi del territorio di residenza – prosegue Atzeni -. Nell’immediato, però, era fondamentale intervenire per risolvere un’emergenza potenzialmente grave e lo abbiamo fatto’’.

Il soccorso prestato alla famiglia camerunense è l’ennesima conferma dell’importanza del lavoro di rete e della sinergia che abbiamo messo in campo in questi anni fra servizi per l’alta marginalità e Polizia Municipale – sottolinea la Presidente della Società della Salute della Zona Pisana Gianna Gambaccini -: riuscire a passare in un paio d’ore dal problema alla soluzione non era affatto scontato. Per questo voglio ringraziare sia il Pronto Intervento Sociale che Unità di Strada e servizio di prossimità dei Vigili Urbani per la sensibilità e la professionalità dimostrata anche in quest’occasione

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