Alternanza scuola-lavoro: Acli e Pacinotti continuano nella loro collaborazione

PISA – Da una recente ricerca ACLI Toscana – Iref emerge che due dei temi cruciali per la nostra Regione sono quelli dell’occupabilità dei giovani (soprattutto dei millennials) e dello sviluppo da parte di quest’ultimi di competenze spendibili sul mercato del lavoro.

In soli otto anni, infatti, i disoccupati toscani nella fascia d’età compresa tra 15 e 24 anni sono più che raddoppiati,
passando dal 14.6% del 2008 al 34% del 2016, segnando quindi un incremento del 132% tra i due
periodi. Fanno inoltre riflettere i dati dell’Osservatorio Sociale Regionale che stima 89.000 NEET
(ragazzi che non studiano né lavorano) presenti in Toscana, quasi un quinto dei 15-29enni nel 2016.
Motivo principale delle mancate assunzioni di giovani è la non idoneità degli aspiranti all’impiego
ai requisiti ritenuti essenziali dai datori di lavoro, diventa perciò fondamentale che il sistema
educativo sia attrezzato per fornire alle nuove leve della società adeguati strumenti per affrontare il
mondo del lavoro.
Per questo Acli Pisa grazie a Caf Acli Pisa e Patronato Acli, in collaborazione con l’I.I.S Galilei-
Pacinotti hanno da tempo avviato una proficua collaborazione nella realizzazione di progetti di
alternanza scuola-lavoro, offrendo la possibilità a 3 classi (3°A AFM, 3°A RIM e 4°A SIA) per un
numero totale di 46 ragazzi di anni 16/17 di poter applicare quanto studiato a scuola in ambito
lavorativo affiancando operatori esperti in materia. Le attività realizzate in questi percorsi prevedono l’esercizio nella compilazione modelli 730, Unico, Isee o altre pratiche fiscali o che attengono al sistema di tutele assistenziali e
previdenziali.

La parte pratica è preceduta da una preparazione tecnico formativa oltre a prevedere alcuni appuntamenti di formazione generale in tema di lavoro, come l’iniziativa che si è svolta lo scorso 5 marzo con l’incontro degli studenti con il ricercatore IREF Gianfranco Zucca, autore de “Il Ri(s)scatto del presente”, in tema di Giovani e Lavoro. La ricerca, commissionata dalle Acli Nazionali, è il ritratto di una generazione nativa precaria, disposta a lavorare in deroga ai diritti tradizionali, con un’idea inedita del sindacato e delle tutele, capace in alcuni casi di aggirare le
penalizzazioni subite nel mercato del lavoro. Il volume confronta il punto di vista di tre diversi
gruppi di under30: i figli degli immigrati, i ragazzi che sono andati a lavorare all’estero (gli Expat) e
quelli che invece sono rimasti in Italia; condizioni giovanili diverse, comunque sospese tra il ricatto
della precarietà e tentativi di riscatto professionale.

“Coniugare teoria e pratica attraverso l’affiancamento ed un confronto con esperti della materia –afferma Paolo Martinelli presidente delle Acli Provinciali – è un’opportunità che le Acli attraverso le proprie competenze, possono mettere a servizio del sistema scolastico con l’obiettivo di permettere ai giovani di potersi meglio orientare nella costruzione del loro futuro”.

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