Amarcord. Il giorno che Giorgio Barbana, la freccia bionda, trafisse Tacconi

PISA – Quaranta anni sono una vita, da quel glorioso giorno in cui il Pisa espugnò l’Armando Picchi di Livorno in un pomeriggio piovigginoso reso radioso per i colori nerazzurri dalla saetta di Giorgio Barbana che certificò la vittoria per 1-0 contro gli storici rivali amaranto.

di Giovanni Manenti

Era il 3 dicembre 1978, stagione che celebrava la divisione del Campionato Semiprofessionistico tra Serie C1 e C2, categoria in cui il Pisa era tornato dopo i fasti dell’era Donati a seguito della retrocessione dal torneo cadetto patita all’ultima giornata nel 1971, cui, l’anno seguente, aveva fatto riscontro analoga delusione per gli amaranto, cui è fatale, alla penultima giornata, il pari interno per 0-0 contro la Reggina.

Le successive sei stagioni vedono entrambe le formazioni non riuscire ad emergere dalle sabbie mobili della Serie C, con un miglior piazzamento del Livorno al quinto posto nel Girone B nel 1973, stessa posizione raggiunta nel 1977 e ’78 dai nerazzurri che, però, nell’estate seguente, vedono cambiare la propria Storia con l’ingresso alla guida societaria della Famiglia Anconetani, con la Presidenza assunta dal figlio Adolfo, in quanto sul padre Romeo pende ancora una squalifica a vita, successivamente amnistiata grazie al successo dell’Italia ai Campionati Mondiali di Spagna ’82.

Alla guida tecnica viene chiamato l’emergente Giampiero Vitali, al suo secondo anno da allenatore e che la stagione precedente aveva condotto l’Empoli alla qualificazione alla nuova Serie C1, ma l’inizio non è dei più soddisfacenti a partire dalla sconfitta per 0-1 alla prima giornata a Cava dei Tirreni, cui ne segue una seconda per 0-2 ad Arezzo al sesto turno, pur se compensate da quattro successi consecutivi all’Arena Garibaldi, dove cadono nell’ordine Turris, Teramo, Matera e Lucchese, quest’ultima al termine di un derby infuocato concluso sul 3-2 per i nerazzurri con protagonista assoluto Giorgio Barbana, autore di tutte e tre le reti.

Ma i due successivi pareggi, entrambi per 1-1 a Latina ed in casa con il Benevento, inducono la dirigenza a sollevare il tecnico dall’incarico, nonostante gli 11 punti (4 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte) raccolti nelle prime 9 giornate, una decisione assunta proprio nella settimana che precede l’atteso derby con il Livorno, il quale, allenato da Tarcisio Burtgnich, non se la passa granché meglio, essendo reduce dalla sconfitta di misura per 0-1 subita a Reggio Calabria e con soli 9 punti in Classifica, frutto di un solo successo e ben 7 pareggi,con la buona sorte che, all’epoca, la vittoria valeva appena due punti.

La scelta di Anconetani per rimpiazzare il tecnico milanese cade sul ben più esperto Gianni Seghedoni, il quale però non fa a tempo ad assumere la conduzione della squadra per il Derby, così che in panchina si accomoda il tecnico della Primavera Giampiero Mariani, che già nella precedente stagione aveva sostituito Corradi alla guida dei nerazzurri, e la cui prima, importante decisione è quella di dare fiducia alla “vecchia guardia”, rimpiazzando il trio Mannini-Biagini-Capon proveniente dal Viareggio con i collaudati Ciappi, Rapalini e Bencini, facendo in modo che quella che scende in campo ad inizio dicembre all’Ardenza sia la formazione base che caratterizza il resto della stagione, ovvero: Ciappi; Rapalini, Bencini; Croci, Miele, Dariol; Barbana, Cannata, Di Prete, Minozzi e Girardi.

La consueta, goliardica coreografia non manca, ed a parte uno striscione dal contenuto irripetibile che appare nella Curva amaranto, fanno il loro ingresso in campo prima dell’inizio dell’incontro 11 polli vestiti di nerazzurro, di cui uno particolarmente piccolo a rappresentare Claudio Di Prete, anche se poi, la figura dei “polli” la farà proprio l’undici di Burgnich, incapace di arrecare eccessivi problemi alla retroguardia nerazzurra.

Un Pisa che, col passare dei minuti, acquista pian piano le redini del gioco grazie ad un Cannata indiscusso padrone del centrocampo e la consapevolezza d poter far sua l’intera posta, evento che si materializza con il colpo del ko assestato proprio in chiusura di tempo, allorché Barbana raccoglie un preciso assist dalla destra di Di Prete per trasformarlo in un lampo che, dal limite dell’area, non dà scampo a Stefano Tacconi, futuro estremo difensore della Juventus e della Nazionale, gonfiando la rete posta proprio davanti ai tifosi nerazzurri, ebbri di gioia, punto che poi il Pisa difende con assoluta tranquillità nella ripresa.

Da detta sfida, il Pisa prende lo slancio per poi concludere il Torneo al secondo posto e conquistare la Promozione in B, pur se il Livorno si prende la rivincita al ritorno, violando l’Arena Garibaldi con Vitulano, successo quanto mai prezioso, visto che gli amaranto chiudono la stagione appena un punto sopra la zona retrocessione, per poi vivere il periodo peggiore della loro storia mentre l’Era Anconetani porta i nerazzurri ai vertici del Calcio Nazionale, con 15 Campionati consecutivi tra Serie A e Cadetti, prima che la bella favola avesse fine con la retrocessione nel giugno ’94 e conseguente fallimento che costringe il Pisa a ripartire dall’Eccellenza Toscana, come peraltro era successo tre anni prima anche al Livorno, così che le due squadre possono tornare a disputare un Derby di Campionato solo a 18 anni di distanza, il 17 ottobre 1996 all’Armando Picchi in Serie C2 (1-1, reti di Bonaldi e Paolo Andreotti), stagione al termine della quale gli amaranto vengono promossi in C1 …

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