Amianto nelle tubature a San Giuliano. Di Maio: “Pericolo, ma non rischio. No agli allarmismi”

PISA – Il Consiglio Comunale di martedì 13 dicembre è stato dedicato quasi esclusivamente alle problematiche della rete idrica san giulianese, ed in particolare alla petizione del comitato “Proteggiamo il futuro” sulla presenza di tubature in cemento-amianto e sui rischi connessi.

A parlare di questa criticità sono stati invitati a parlare il dottor Alfonso Cristaudo, direttore dell’UO Medicina Preventiva dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, e il dottor Alessandro Mazzei, il direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana. In rappresentanza di Acque spa è intervenuto invece il presidente dottor Giuseppe Sardu.

“Gli interventi tecnici – commenta l’assessora Daniela Vanni – sono stati puntuali ed esaustivi. Invito tutti i cittadini interessati e che non hanno potuto partecipare al Consiglio di rivedere la registrazione della seduta, disponibile tramite il sito istituzionale del comune. In particolare il dottor Cristaudo, che da 25 anni si occupa di amianto, ha fatto chiarezza sulla documentazione citata nella petizione dei cittadini. Per prima cosa chiarendo la differenza tra rischio e pericolo, termini spesso confusi ma ben distinti sia nella letteratura scientifica che negli impianti normativi. Mentre il pericolo è la capacità intrinseca di un fattore di provocare un danno, il rischio è la probabilità di subire questo danno in funzione dell’esposizione al fattore pericoloso. Una differenza che può sembrare minima ma che in realtà è importantissima. Tutti i giorni noi siamo immersi quotidianamente in fattori di pericolo, come ad esempio il traffico, ma non siamo necessariamente a rischio: essere in mezzo al traffico non significa necessariamente avere un incidente o essere investiti”.

La più volte ricordata, durante le discussioni sull’amianto, monografia dello IARC è a tal proposito significativa: il documento identifica il pericolo e ne traccia le linee generali riguardo al rischio. “La monografia – prosegue l’assessora – ribadisce quello che già sappiamo da anni, ovvero che l’amianto è cancerogeno per diversi organi, in particolare i polmoni. Nell’analisi dell’amianto come pericolo, il corposo studio dello IARC ribadisce che la popolazione può essere esposta all’amianto anche attraverso l’acqua portabile. Questa informazione deve però essere analizzata in termini di rischio, ovvero di accesso di malattia rispetto all’esposizione. Ecco, tutti i lavori analizzati nella monografia ci dicono che non esiste alcune eccesso di malattia riconducibile al consumo di acque contenenti fibre di amianto”.

“Come ha precisato il dottor Cristaudo – conclude l’assessora – le acque in bottiglia o dell’acquedotto che beviamo tutti i giorni contengono diverse sostanze pericolose, da quelle cancerogene come benzene e berillio a quelle tossiche come l’arsenico, il cianuro, il mercurio, il piombo, il manganese, l’alluminio o il boro. Poiché per queste sostanze esiste una correlazione tra eccesso di malattia e la loro concentrazione la Legge ha stabilito dei limiti ben precisi. Per l’amianto no: e questo perché non è un rischio. Invito tutti ad evitare quindi inutili allarmismi in tal senso”.

Il tema dell’amianto emerse lo scorso anno dopo che l’Autorità Idrica Toscana aveva segnalato la presenza di questo elemento in alcuni campionamenti sulla rete idrica sangiulianese.
“Come ha spiegato il dottor Mazzei – precisa il sindaco Di Maio – la nostra regione è l’unica, assieme all’Emilia-Romagna, ad aver fatto un censimento delle reti in cemento-amianto. Il dato aggregato è liberamente consultabile sul sito dell’Autorità Idrica Toscana. Per monitorare la situazione l’AIT ha deciso di monitorare, in accordo con i gestori, la presenza di amianto nella rete idrica regionale attraverso 300 punti di prelievo. Di questi, otto sono presenti nel nostro territorio comunale. Pur non essendoci, come detto, limiti alla presenza di fibre di amianto nell’acqua, l’AIT ha stabilito come soglia di attenzione quella adottata dall’agenzia governativa ambientale statunitense ovvero 7.000.000 fibre/litro. A San Giuliano Terme, nei tre casi in cui si è rilevata presenza di amianto, non si è mai superato le 6.000 fibre/litro: mille e più volte meno del parametro soglia di riferimento”. Preso atto delle indicazioni fornite dal comitato “Proteggiamo il futuro” la Giunta ha presento al Consiglio Comunale una delibera in cui si impegna a esercitare puntualmente tutte le attività di controllo in materia che le competano e a confermare il progetto “Acqua Buona”. Il progetto, promosso da Acque spa ed oggi esteso a 25 comuni, propone il consumo nelle mense scolastiche di acqua del rubinetto in sostituzione di quella in bottiglie. Lo scopo è quello di sensibilizzare i bambini e i ragazzi all’uso consapevole della risorsa idrica. Il progetto Acqua Buona consente infatti un risparmio economico, reinvestito in ‘buone azioni’ come la costruzione di pozzi e potabilizzatori nel Terzo Mondo, e di salvaguardare l’ambiente: grazie all’uso dell’acqua di rubinetto vengono risparmiate ogni anno milioni di bottiglie di plastica ed evitata la dispersione di diverse tonnellate di idrocarburi. La presenza di fibre di amianto nella rete idrica aveva spinto alcuni a chiedere la sospensione del progetto e il ritorno alla fornitura di acqua in bottiglia.

“La Giunta ribadisce la sua convinzione sulla validità del progetto, sia da un punto di vista educativo che di tutela ambientale – esordisce il sindaco Sergio Di Maio – La nostra determinazione nel portare avanti il progetto viene anche da un preciso mandato del Consiglio Comunale che, nell’ottobre 2015, ha votato all’unanimità la mozione presentata dal gruppo consiliare L’Altra San Giuliano. Questa mozione impegna la Giunta a riprendere il percorso partecipativo con gli istituti scolastici e le famiglie per incentivare il progetto Acqua Buona, puntando a riportarlo in tutte le scuole. Deve essere quindi il Consiglio a indicare un diverso indirizzo. In tal caso l’amministrazione ne prenderà atto e agirà in conformità con tale nuovo indirizzo”.

Il Consiglio ha votato all’unanimità l’ordine del giorno di accompagnamento alla delibera presentato dai gruppi consiliari di maggioranza e che riprende alcune delle proposte del comitato “Proteggiamo il futuro”. Questo ordine del giorno impegna la Giunta a prendere iniziative nei confronti di Acque spa al fine di programmare e realizzare in tempi brevi la necessaria sostituzione delle vecchi condotte idriche a partire dai tratti dove si verificano continue rotture, a sollecitare all’Autorità Idrica un piano di sostituzione progressiva di tutte le tubature contenenti amianto coerentemente con il piano pluriennale degli investimenti e a valutare la possibilità di emettere ordinanze contingibili e urgenti affinché i tratti della rete ammalorati già individuati siano bypassati in attesa della realizzazione di nuove linee. Inoltre la Giunta viene impegnata a disporre al gestore di effettuare prelievi di verifica al momento delle riparazioni sulle rotture. “Il Consiglio è stato un momento di grande partecipazione – conclude il sindaco – Come detto più volte, l’amministrazione da me guidata non è assolutamente autoreferenziale ma aperta al contributo di tutti i cittadini e di tutte le realtà”.

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