Amici di Pisa, polemiche sui festeggiamenti del Capodanno Pisano

PISA – Gli Amici di Pisa tornano a parlare dei festeggiamenti del Capodanno Pisano attraverso una nota inviata alla stampa con qualche vena polemica.

“Da qualche anno la celebrazione delle Feste Storiche pisane ha subìto un notevole decadimento qualitativo. Il Capodanno Pisano appena trascorso ne è un’ulteriore prova. Parlando di quest’ultimo, sono di tre ordini gli aspetti che secondo noi vanno radicalmente rivisti.

Il primo lo definiamo concettuale: si tratta della Festa dell’Annunciazione e si svolge in Cattedrale. Se a volte per cause liturgiche non è possibile celebrarla in Duomo, come quest’anno, non è assolutamente il caso di farne un surrogato altrove. Due anni fa il 25 marzo cadde di Venerdì Santo e si rasentò la blasfemia suonando sconsideratamente delle campane montate su un palco in Piazza dei Cavalieri, proprio nel giorno in cui la Chiesa tutta è in lutto per la morte di Gesù. Se non vogliamo ridicolizzare questo evento dobbiamo rispettarne i criteri basilari!

Altro aspetto riguarda l’organizzazione e la gestione dei figuranti e del corteo: casse di costumi, armi, calzature del Gioco e delle regate prese e buttate lì senza persone che aiutassero nella vestizione, figure fondamentali mancanti, assenza di ordine di corteo, gente che sfilava in jeans, il gonfalone di Pisa accanto a un quartiere di Massa Marittima, il Mazzascudo al pari di un gruppo livornese… e poi in Piazza dei Cavalieri uno show senza capo né coda. C’è molto più ordine e serietà al carnevale di Rio. I veri pisani si sono stufati di queste pagliacciate.
E terzo aspetto, quello più importante, è che stiamo pigramente e vergognosamente cedendo il campo a una snaturalizzazione del nostro Capodanno, a favore di una presunta “toscanità” che nei fatti non esiste ed è solo l’ennesimo strumento per far prevalere Firenze su tutto e su tutti. Anche quest’anno era presente (perché?!…) il presidente del consiglio regionale, fiorentino, che ha parlato dei quadri fiorentini raffiguranti l’Annunciazione, delle battaglie di Firenze nel Medioevo, dei Medici, della Toscana, del Granducato, di Firenze, di Leonardo da Vinci.

No, non ci siamo proprio. Non ci stiamo a esser presi in giro. D’ora in avanti celebreremo il Capodanno Pisano da festa PISANA qual è, esclusivamente con gruppi storici di Pisa e del territorio pisano senza incomprensibili presenze di altre città e culture. Casomai, in linea con la nostra storia, invieremo rappresentanti delle Terre d’Oltremare come Corsica e Sardegna, molto legate a Pisa in età medievale, ma non vogliamo più vedere la sarabanda inutile e inopportuna di figuranti e simboli di città che con Pisa non hanno niente a che fare, men che mai nel giorno di una festa pisana come il Capodanno che ci vede entrare nel nuovo anno per primi al mondo con nove mesi d’anticipo. Senza contare che sarebbe molto più bello, storicamente coerente ed istruttivo organizzare un campo medievale con scene di vita quotidiana, un palio della balestra ed eventi simili piuttosto che proporre sbandierate e stamburate fini a se stesse.

Se anche in altre città il Capodanno era il 25 marzo, queste lo festeggino a casa loro. Noi ci siamo stancati di fare da sgabello svendendo la nostra identità già ampiamente minacciata da scellerate politiche che hanno causato nei decenni un preoccupante spopolamento della città e un orrendo aumento di criminalità.

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