Amici di Pisa, riflessioni e perplessità sul finanziamento della super Peretola

PISA – Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa degli Amici di Pisa sull’aeroporto di Peretola.

“I cittadini sono preoccupati per il clima di caccia alle streghe sui tempi di rilascio della VIA ( valutazione di impatto ambientale ) di Peretola e per l’incertezza sui costi dell’opera e su chi dovrebbe conferire gli “aiuti pubblici”, ritenuti già essenziali quando fu decisa la Fusione societaria di SAT ed Adf. Il Ministero Infrastrutture e Trasporti (MIT) dirotta ora il conferimento di “50 milioni e di altri 50, ora richiesti da TA”, su disponibilità di bilancio di ENAC, “se compatibili con la normativa sugli AIUTI di STATO UE”, asseverando così il persistere dell’incertezza sulla reale disponibilità dei fantomatici 100 milioni promessi dall’allora Ministro Lupi. Il coinvolgimento di ENAC, già proponente e controllore del MP ( master plan ), nel cofinanziare l’opera, per garantirne la sostenibilità economica-finanziaria, crea i presupposti per l’apertura di procedimenti d’infrazione, da parte della UE. Normalmente l’ENAC richiede a tutte le società di gestione, che presentano l’istruttoria per l’approvazione dei MP, di certificarne, in autofinanziamento, la sostenibilità economica-finanziaria. Il triplice ruolo di controllato, controllore e finanziatore di ENAC, ha probabilmente condizionato il Presidente Vito Riggio a scendere in campo e rilasciare un’affermazione, più confacente agl’interessi di un azionista, che al ruolo ed alle responsabilità di chi presiede un ente pubblico, che nella vicenda dovrebbe essere, oltre che apparire, superpartes, infatti afferma: “ Danneggiati siamo noi prima della Società. Mi aspettavo una bella accelerata. Nei paesi seri si dice si o no, non si trascinano le cose”. Affermazione che pronunciata da chi presiede un ente pubblico, esterno alla struttura ministeriale competente al rilascio della VIA, potrebbe apparire un’indebita interferenza sulle impegnative verifiche, di una Commissione tecnica autonoma, soprattutto alla luce dei pronunciamenti negativi dei tecnici della stessa Regione Toscana e della sentenza del TAR. Inoltre, le pressioni esercitate sul ministro dell’Ambiente Galletti, hanno indotto il ministro a precisare: “Non è compito di un ministro imporsi con i tecnici, se lo facessi violerei la legge, visto che la Commissione VIA è organismo tecnico autonomo che prescinde da valutazioni di tipo politico e fa riferimento esclusivo a dati scientifici di sostenibilità ambientale dell’opera”. Per cui i cittadini si sentono autorizzati a chiedersi: ”Vale la pena far correre all’Italia il rischio di dover pagare costi altissimi per le prescrizioni previste da una VIA positiva e le prevedibili pesanti sanzioni della Commissaria Margrethe Vestager, che ha già prospettato, congiuntamente alla Corte dei Conti europea, di voler valutare la vicenda alla luce delle Direttive UE?”

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