AMUR: “Lavoriamo insieme per una gestione efficace e organica delle mura medievali pisane”

PISA – E’ con molto piacere che apprendiamo la notizia che, oltre ad AMUR Associazione per le Mura di Pisa, anche altre associazioni pisane desiderano occuparsi delle sorti delle mura medievali fondate nel 1154. 1154, secondo i più recenti studi e non 1155. (Se si vuol fare riferimento allo stile pisano bisogna dirlo con chiarezza, altrimenti si genera confusione).

La nostra associazione – come afferma il suo statuto – “si propone di tutelare, valorizzare, far vivere le mura recentemente restituite alla loro dignità, stimolando la città e il territorio a percepirle come risorsa, spazio urbano per attività, socializzazione, aggregazione, volano per nuove attività culturali ed economiche”. Il ricco programma delle sue proposte è già stato presentato in più occasioni ed è disponibile per chiunque sia interessato a consultarlo. Naturalmente l’associazione si rende disponibile a discutere ogni possibile forma di gestione, rivendicando, tuttavia, la sua specificità e le competenze presenti tra i suoi soci fondatori. Da ricordare che dal 1980 vari membri dell’Associazione si sono dedicati costantemente alla valorizzazione del monumento attraverso la cura di specifiche pubblicazioni e il coinvolgimento di migliaia di alunni delle scuole attraverso i relativi specifici “Percorsi” gestiti dalla Soprintendenza. Quel che preme ad AMUR è lavorare con perseveranza e senza nessuna preclusione per il bene della città. Con questa volontà, AMUR si mette a disposizione per contribuire a individuare le strade più giuste per una efficace gestione di quel prezioso monumento e documento storico rappresentato dalle Mura Medievali. Peraltro, la collaborazione con gli Amici dei Musei e Monumenti Pisani si è positivamente sperimentata in altre occasioni.

Rammarica e sorprende, invece, il linguaggio usato nei confronti di un’opera, La Stele di San Zeno, di Mauro Staccioli, installata nel 2007 in prossimità dell’omonima porta, in occasione di una mostra di notevole rilievo e successo. Un linguaggio denigratorio, inopportuno, improprio per Associazioni che si definiscono culturali, tipico di tempi e di paesi privi delle più elementari garanzie democratiche. Non è necessario ricordare chi sia Mauro Staccioli perché il suo riconoscimento a livello internazionale e il suo curriculum lo annoverano tra gli artisti più significativi della sua generazione.

Ci basta ricordare le parole dell’allora Soprintendente, Dottor Architetto Guglielmo Maria Malchiodi che, nel catalogo, affermava:”…..Il valore di segno si riscontra anche nel modo con il quale è stata realizzata….. Infatti ha una forma generale molto stilizzata contro una superficie accuratamente lavorata……E’ stato aggiunto un valore di posizione……..motivo più che sufficiente per accettare l’opera nel mondo delle testimonianze di civiltà”.

Se in Italia possediamo le più importanti opere d’arte al mondo lo dobbiamo a tutti coloro che le hanno create, ma soprattutto lo dobbiamo a quelle persone che con intelligenza hanno capito il loro tempo e hanno fatto in modo che esse potessero essere realizzate.

Fonte: Prof. ILARIO LUPERINI – Presidente AMUR- Associazione per le Mura di Pisa

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