Anche al Santa Chiara di Pisa si celebra la Giornata mondiale della prematurità

PISA – Anche quest’anno l’Unità operativa di Neonatologia dell’Aoup aderisce alle iniziative per la Giornata mondiale della prematurità il 17 novembre.

All’interno del presidio ospedaliero S.Chiara (edificio 2), ci sarà un mercatino di beneficenza, a cura delle associazioni Apan Onlus (Associazione pisana amici del neonato) e La maglia del cuore di Megghy, per sostenere iniziative a supporto del reparto e della Casa alloggio “L’isola che c’è”. Per tutto il giorno di domenica, inoltre, sarà possibile visitare la mostra fotografica “storie di cure, di amore e d’isTINto”, che racconta la vittoria di dodici piccoli guerrieri nati prematuri a Pisa. Sia durante la mattinata che durante il pomeriggio, medici e infermieri della Tin-Terapia intensiva neonatale saranno disponibili per colloqui con il pubblico, per sensibilizzare sulle problematiche della prematurità. Infine, alle 18 sarà scoperto il quadro “taking care of TINy lives”, dell’infermiera-artista Maya Corsani, dedicato al compianto direttore della Neonatologia pisana, il professor Paolo Ghirri, recentemente scomparso.

Grazie alla collaborazione del Comune di Pisa, le Logge di Banchi saranno illuminate di viola. La celebrazione della giornata del 17 novembre è stata istituita ormai più di 10 anni fa dal Parlamento Europeo, con lo scopo di sensibilizzare sul tema, sottolineare il valore dell’assistenza e l’importanza della prevenzione dei fattori di rischio. La Sin-Società italiana di Neonatologia promuove le iniziative sull’intero territorio nazionale, anche attraverso tutti i canali di comunicazione mediatici.

La struttura di Neonatologia dell’Aoup si prende cura, annualmente, di circa 1800 neonati, di cui il 10-20% necessita di assistenza in terapia intensiva/subintensiva: vengono accolti anche neonati provenienti dagli altri punti nascita dell’area vasta nord-ovest della Toscana, attraverso il servizio di trasporto protetto di urgenza dedicato (Sten). Il personale quotidianamente si impegna per aggiungere alle competenze professionali e tecniche la dovuta umanizzazione delle cure, ponendo il neonato e la sua famiglia al centro dell’assistenza, quanto più possibile personalizzata.

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