Ancora violenza nel carcere pisano Don Bosco

PISA – Ancora alta la tensione nelle carceri Toscane, tornate al centro delle cronache. Commenta gli eventi
accaduti nelle ultime ore nel carcere di Pisa, la Segreteria provinciale della UIL Polizia Penitenziaria.

La Casa Circondariale di Pisa Don Bosco nella giornata di sabato 22 Giugno è stata teatro di una feroce aggressione nei confronti di un detenuto che poteva avere risvolti drammatici. Un detenuto
Magrebino ha infierito su un altro compagno di detenzione, quest’ultimo di nazionalità italiana, colpendolo ripetutamente con violenza usando una lametta da rasoio. Il lodevole intervento della Polizia Penitenziaria, nella figura di un solo agente di sezione, è stato tempestivo e provvidenziale evitando così conseguenze che potevano essere fatali.

Sostiene la Segreteria Provinciale di Pisa della UIL Polizia Penitenziaria – “Se il carcere deve rieducare e tra le sue mura si registrano situazioni di violazioni delle regole di civile convivenza, c’è
bisogno di mettere mano alla loro gestione-organizzazione. Se le persone non rispettano le regole all’interno del carcere come si può pensare che lo facciano una volta scontata la pena? Prima del reinserimento sociale bisogna pensare a progetti di educazione intramurale”.

Si tratta dell’ennesimo episodio in cui è la Polizia Penitenziaria ad evitare situazioni critiche e questo sulla propria incolumità. Per queste ragioni si fa appello come operatori di Polizia al servizio dello Stato acche siano adottate
finalmente le misure idonee a far cessare il quotidiano e costante stato di pericolo in cui versano i Poliziotti Penitenziari all’interno del sistema penitenziario Italiano.

A seguito di tale episodio, non essendo nota né attualmente consultabile la
situazione infettivologica del detenuto, il poliziotto in questione è stato
immediatamente condotto presso il pronto soccorso del nosocomio cittadino per ricevere le cure del caso.

La UIL Polizia Penitenziaria , uno dei principali Sindacati del Corpo di Polizia Penitenziaria, non tollera più queste incresciose situazioni, lesive della dignità dei poliziotti e delle istituzioni in generale e richiede forti e urgenti interventi, in quanto ha il sospetto che il carcere di Pisa, sembri sia considerato per qualcuno “figlio di un Dio minore”.

“Le condizioni di questo istituto non sembrano interessare ai vertici regionali – attacca la Uil Polizia Penitenziaria – il personale di Polizia penitenziaria si sta sobbarcando le problematiche che era facile prevedere ma che non sono state pianificate con la giusta attenzione”.

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