Andrea Buscemi, pronta la querela per la Casa della Donna. Intanto scrive a Mattarella. “Situazione ingestibile non sono tranquillo neanche quando esco di casa”

PISA – “Una situazione ingestibile, È diventata proprio così una situazione di pericolo per me e per chi mi sta intorno”. Lo ha detto Andrea Buscemi continuamente attaccato dopo aver ricevuto la carica di assessore alla Cultura nel corso di una conferenza stampa al Bar Lo Sfizio in Borgo Stretto con il suo legale Rubina Colombini e la sua compagna Martina Benedetti. Buscemi promette querele alla Casa della Donna ed intanto scrive al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

di Giovanni Manenti

“C’è un limite a tutto – esordisce Andrea Buscemi – ci sono delle regole da rispettare, credo siano stati superati” ….
A prendere da subito la parola il legale di Andrea Buscemi Rubina Colombini. “Nei giorni scorsi è stato necessario produrre una nota stampa per chiarire la situazione personale del Sig. Andrea Buscemi, indagato per stalking da parte della ex fidanzata, reato per il quale il Tribunale di Pisa ha assolto il Buscemi, mentre in appello la Corte di Appello di Firenze lo ha prosciolto per avvenuta prescrizione del reato. A seguito delle numerose inesattezze che stanno circolando a carico del Buscemi a cominciare dalla Casa della Donna che non tengono conto dei diritti inalienabili della persona, nel caso il Buscemi, attraverso una condotta diffamatoria che, se reiterata, integra una molestia sotto forma di atti persecutori ai danni del Buscemi – prosegue il legale – è chiaro che sono stati messi in atto una campagna denigratoria che impedisce a Buscemi una vita serena e pertanto sono a comunicarvi che Buscemi ha deciso di difendere i propri interessi attraverso una denuncia querela in corso di deposito verso la Casa della Donna proprio per quel reato di stalking di cui le stesse si riempiono la bocca, nella persona delle loro rappresentanti Pochini e Vanni, cui si possono aggiungere altre forme di reato quali diffamazione ed altro che non è il caso di elencare. Il tutto nasce per avere perso le elezioni, si può fare opposizione ma non attaccare una persona con atti persecutori e talmente irrispettosi degli altri a cui rovinare l’esistenza sua e dei suoi congiunti, impedendogli di svolgere con serenità il suo lavoro nel nuovo ruolo per il quale sono stato eletto dal popolo. È vero che la sentenza della Corte di Appello ha rinviato la decisione sotto l’aspetto civile, per la quale noi abbiamo presentato ricorso in Cassazione, ed è ciò su cui si basa l’atteggiamento di coloro che hanno proposto la petizione per deligittimare la posizione del Buscemi, ma resta il fatto che non si può fare il processo alle intenzioni e quindi occorre attendere il pronunciamento della Suprema Corte di Cassazione prima di fare determinate asserzioni”.

“La Casa della Donna ci ha rovinato la vita – afferma la compagna Martina Benedetti – sin dalla prima udienza del processo, dando subito la dimostrazione di avere scelto Andrea come il “mostro” rispetto alla querelante, che era la vittima a prescindere, cosa che è proseguita anche dopo sia nei miei confronti che dei miei familiari, avendo realizzato che loro che si dichiarano a tutela delle donne sono le prime a non aver rispetto per le donne, come se per loro esistessero donne di Serie A ed altre di Serie B”.

“Tutto ciò sta determinando una situazione ingestibile – conclude Andrea Buscemi – che anche tramite i messaggi su Facebook fa sì che io sia minacciato, il che mi porta a non essere tranquillo neppure quando esco per strada, poiché il clima creato potrebbe far sì che anche la mia incolumità fisica sia a rischio”.

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