Andrea Lazzari: “Pisa ha tifosi magnifici. A Bergamo la situazione è ancora difficile”

PISA – In questa situazione di quarantena nella quale il calcio è fermo Pisanews ha contattato un ex centrocampista nerazzurro che ha giocato nel Pisa guidato da Mister Rino Gattuso nel campionato di serie B 2016/17 collezionando 19 presenze. Stiamo parlando di Andrea Lazzari, bergamasco doc, classe 1984 di scuola Atalanta, che ha sviluppato la sua prestigiosa carriera calcistica, oltre che nella “Dea”,  squadra del cuore, in clubs importanti quali Cesena, Piacenza, Grosseto, Cagliari, Fiorentina, Udinese, Carpi e Bari da dove giunse all’ombra della Torre Pendente, e dopo 2 anni al Fano in serie C, è ora alla Vigor Senigallia, squadra di Eccellenza marchigiana. Con lui, oltre che di calcio, abbiamo parlato del flagello Covid 19 che ha colpito in maniera particolare la sua Bergamo.

di Maurizio Ficeli

D. Grazie, Andrea, per la tua disponibilità, sei alla Vigor Senigallia, perché questa scelta?

R. “Il perché è molto semplice in quanto Senigallia è la città nella quale ho deciso di vivere con mia moglie, che è di queste parti e con mia figlia, dopodiché ho avuto contatti con Franco Federiconi, presidente della Vigor Senigallia e con il direttore sportivo Moroni che mi hanno illustrato un po’ il progetto e la storia che hanno li da quando sono dirigenti e mi hanno dato entusiasmo e così ho accettato volentieri di far parte di questa famiglia. Poi a livello di rapporti personali ho trovato delle brave persone che non sempre nel calcio si riescono a trovare”.

D. Se devi fare un bilancio riguardante la tua carriera calcistica sei soddisfatto o hai qualche rammarico?

R. “Forse potevo stare aggrappato un po’ di più al treno della serie A nel senso che qualche situazione un po’ storta che mi è capitata durante il cammino mi ha portato purtroppo a non credere più nei progetti delle squadre in cui mi trovavo, in quanto ero stato messo da parte in qualche squadra, quindi situazioni poi dove ho cambiato maglia a metà anno e nelle quali dopo diventa difficile imporsi in quanto ci sono già delle gerarchie specie arrivando dopo qualche anno di inattività. Però tutto sommato mi ritengo abbastanza soddisfatto della carriera che ho fatto anche se, magari ripensando a quello che è stato, avrei potuto mettermi più in discussione per cercare di restare a grandi livelli ancora oggi”.

D. Sei stato in diverse piazze calcistiche, ne ricordi qualcuna in particolare?

R. “Bene o male, tutte le piazze nelle quali ho giocato le ricordo con piacere perché ovviamente cambiare città, gente, modi di fare ed usanze è molto bello e ti apre la mente, e poi riesci a conoscere le persone e le diversità che ci sono fra una città e l’altra. Detto questo ricordo con piacere Grosseto, dove mi sono trovato bene con mister Pioli che mi ha dato fiducia, in quanto ero appena uscito dal settore giovanile dell’Atalanta ed avevo fatto qualche piccola esperienza fra Cesena e Piacenza, oltre a qualche anno precedente in prima squadra nell’Atalanta, poi c’è Cagliari, piazza nella quale ho iniziato a giocare nel calcio che conta, poi Firenze e la stessa Pisa… “.

D. A proposito di Pisa, che ricordi hai di quel periodo?

R. “A Pisa non sono stato tantissimo, il mio fu un arrivo un po’ travagliato, all’inizio non potevo giocare perché non avevo ancora firmato il contratto che poi firmai quasi due mesi dopo. Ricordo con piacere i tifosi pisani, che sono stati magnifici specie in un periodo come quello, dove c’era una situazione di totale sbando a causa della “gestione” societaria di quel tempo. In tutto quel caos i tifosi nerazzurri sono stati veramente un’arma in più dimostrandosi persone con la testa sulle spalle, aiutandoci in tutti i modi possibili”.

D. Ti capita di seguire il Pisa attualmente?

R.”Guardo la classifica del Pisa così come quella delle squadre in cui ho giocato ed ho visto che fino al momento del blocco del campionato, la squadra nerazzurra stava facendo un campionato più che buono. Qualora si dovesse ricominciare, speriamo che il Pisa possa lottare per le posizioni alte della classifica”.

D. Diverse tifoserie hanno chiesto a gran voce di bloccare definitivamente i campionati a causa di questa pandemia del Covid 19, qual è la tua opinione in proposito?

R. “Credo che se per adesso non ci sono le premesse per giocare, è giusto fermare tutto e non ricominciare neanche, nel senso che ho sentito che si voleva riprendere a porte chiuse, anche se è inguardabile una partita, seppur in tv, però senza i tifosi. Se questa situazione si dovesse protrarre, è giusto non ricominciare più, almeno quest’anno, anche per rispetto della gente che sta soffrendo per la perdita di persone care. È anche vero che ricominciare potrebbe anche essere una valvola di sfogo per ridare inizio alla vita normale nel migliore dei modi, anche se è un po’ difficile. Certo, il pensiero fra l’opinione pubblica su questo tema è diviso fra chi vorrebbe ricominciare e chi invece no soprattutto per rispetto della gente che sta soffrendo”.

D. Sei bergamasco doc, come stai vivendo la situazione che attanaglia in particolare la tua città? 

R. “Purtroppo la sto vivendo con molta preoccupazione, sono in contatto continuo con i miei genitori e con i parenti e mi parlano di una situazione veramente disastrosa. Adesso a Bergamo è stato allestito un nuovo ospedale nella zona della Fiera grazie all’intervento degli alpini e degli ultrà dell’Atalanta, oltre che dalla protezione civile, e tutta questa gente ha dato una grossa mano, però mi viene detto che si sentono continuamente passare le ambulanze oltre alle campane delle chiese cittadine che suonano a morto. Anche in questo periodo ci sono diverse salme che vengono portate a cremare a Firenze, in quanto qui i posti sono esauriti. Insomma, è una situazione disastrosa”.

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