Andrea Pieroni con la piccola e media impresa per far ripartire la crescita

PISA – “Ho subito sottoscritto la Carta di impegni che mi ha sottoposto Cna provinciale. L’ho fatto perché quella che mi è stata presentata è una sintesi delle mie intenzioni, che è poi la continuazione dell’attività finora svolta”. Per questo Andrea Pieroni, era nella sede provinciale della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa. Pieroni parte dal basso, dall’ultimo, non certo per importanza, dei cinque punti, che chiede ai candidati alla presidenza e al consiglio della regione Toscana un impegno per la legalità, contro il lavoro nero e l’abusivismo.

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“Come provincia – spiega Pieroni – siamo stati tra i pochissimi enti a firmare la Carta di Pisa che, in un caso, ho anche applicato”. Creare lavoro e continuare a potenziare le infrastrutture sono, poi, tra le priorità di Pieroni, convinto che “persone e merci debbano potersi muovere in modo rapido e sicuro, per facilitare le imprese che scelgono di produrre sul territorio e le famiglie che qui restano e consumano. Non si può pensare a un’economia che non tenga conto delle piccole e medie imprese in realtà come quelle della nostra provincia e la mobilità, la facilità a essere raggiunti sono prioritarie. Per questo ho fortemente voluto la Bretella del Cuoio come il potenziamento della 68 della Val di Cecina e la 439 Sarzanese Valdera e ritengo la fusione tra gli aeroporti di Pisa e Firenze un’occasione imperdibile per il potenziamento, non solo ferroviario, tra costa e città metropolitana. È chiaro, però, che per garantire il lavoro bisogna incrementare i consumi interni: deve innescarsi un circolo virtuoso, per cui c’è disponibilità economica e quindi propensione al consumo. Un volano potrebbe essere il recupero delle strutture urbanistiche esistenti, per ridare commesse e quindi ossigeno al settore edile, che non transiga sulla legalità e con pubbliche amministrazioni lige nel rispetto dei tempi di pagamento. In questo momento ci troviamo nella situazione paradossale che aziende sane chiudono perché non riscuotono proprio dalle Pa”. Lotta alla burocrazia e riduzione della pressione fiscale sono le altre richieste degli imprenditori di Cna, “che mi trovano completamente d’accordo – conclude Pieroni -, anche per aumentare la competitività delle nostre imprese, sul mercato nazionale, ma anche di più su quello internazionale”. Un capitolo, infine, riguarda la formazione, che “deve essere mirata a formare figure utili alle imprese: è dalle loro esigenze che si deve partire per garantire lavoro, a partire dalle scuole professionali, con le quali il rapporto delle aziende deve essere più stretto”.

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