Andrea Serfogli: “Apparentamento con Veronese e Zippel dimostra che la nostra candidatura è aperta”

PISA – “In vista del ballottaggio di domenica 24 giugno abbiamo raggiunto un accordo di apparentamento con le liste civiche che sostenevano al primo turno i candidati Antonio Veronese e Maria Chiara Zippel.

Guarda in maniera integrale la conferenza stampa di Andrea Serfogli

In questo modo la nostra si caratterizza ulteriormente come una candidatura plurale, inclusiva, aperta al civismo e a realtà che da sempre abbiamo detto costituire una parte importantissima del tessuto economico e sociale di Pisa. Nel momento in cui la Lega conferma da Roma e da Cascina di voler comandare da sola, noi ribadiamo di non essere commissariati da nessuno ma, anzi, di rappresentare l’espressione massima di partecipazione e apertura alla città”.

Con queste parole Andrea Serfogli ha annunciato oggi di aver raggiunto un accordo con i candidati civici Antonio Veronese e Maria Chiara Zippel, certificando l’apparentamento sulla scheda elettorale con tre liste: Patto CivicoProgetto Pisa e La nostra Pisa.

“C’è prima di tutto un apparentamento non tecnico e politico che solo noi siamo in grado di fare in questo ballottaggio – sottolinea Serfogli -, ed è quello con tutti i pisani liberi che amano Pisa e la vogliono cambiare davvero. Quelli che possono legittimamente volere anche qualcosa di meglio di quello che il centrosinistra ha fatto negli ultimi anni ma che di sicuro non vogliono che la città finisca nelle mani di un partito di destra che si chiama Lega e che ha dimostrato in tutta questa campagna di avere un unico obiettivo: prendere la città per metterla sotto il dominio centrale di Roma e Cascina”.

Serfogli si è quindi soffermato sulle modalità che hanno portato invece all’apparentamento formale con le altre liste.

“Il tema sono stati i rispettivi programmi e la ricerca sia dei punti in comune sia di quelli che potevano andare ad allargare la piattaforma con cui mi sono presentato agli elettori al primo turno. E così è stato. Per noi le liste civiche hanno sempre rappresentato un interlocutore importante mentre la destra le dipingeva come inutili, dannose e finte. Una differenza di fondo che le stesse liste civiche hanno sottolineato con forza e che è stata una base di partenza decisiva per poter arrivare a un’intesa. Non è un caso che il vero candidato sindaco della Lega Ziello, e il suo portavoce Conti, vedano solo il Pd e provino a rappresentare la competizione come se fosse solo Pd contro Lega, una scelta/imbroglio che rivela chiaramente, ancora una volta, come le liste civiche per loro non esistano. Proprio per questo, tutti gli elettori che al primo turno hanno votato per loro e i loro candidati sindaci hanno una sola scelta al ballottaggio che li possa davvero rappresentare. E quella scelta siamo noi”.

Annunciando quindi che “la giunta che andrò a formare una volta eletto sarà profondamente rinnovata rispetto a quella attuale e in essa saranno rappresentati tanto i partiti politici quanto le realtà civiche della città”, Serfogli ha fatto sapere che “Antonio Veronese ne farà parte” pur senza specificare quale sarà la delega da lui ricoperta e aggiungendo dunque il suo nome a quello dell’ex magistrato Nicola Pisano, che avrà le deleghe a sicurezza, legalità, degrado e polizia municipale.

Dal candidato a sindaco del centrosinistra, poi, sono arrivate parole rivolte anche alle forze a sinistra del Partito Democratico (a partire da quelle che hanno sostenuto le candidature di Ciccio Auletta e Simonetta Ghezzani) ma anche agli elettori del Movimento Cinque Stelle.

“La nostra squadra non si ferma qui ma si allarga a tutti gli elettori che si riconoscono nei valori del centrosinistra o a quelli del Movimento Cinque Stelle che al primo turno hanno scelto Gabriele Amore proprio perché non vogliono il matrimonio che gli è stato imposto da Roma e che ha già permesso a Salvini di cannibalizzare il loro partito. E mi rivolgo anche a quelli che al primo turno hanno sostenuto Raffaele Latrofa e che sono stati rifiutati dalla Lega perché avrebbero scalfito il loro dominio assoluto su un’eventuale maggioranza.

L’importanza delle liste civiche si misura proprio coi numeri: se Andrea Serfogli dovesse diventare sindaco, il Partito Democratico avrebbe 13 consiglieri, mentre 7 spetterebbero alle 6 liste civiche, che avrebbero un peso non indifferente: “per dirla altrimenti, con questi apparentamenti la coalizione che uscirebbe vincente dal secondo turno presenterebbe 1 partito e 6 liste civiche. Se invece dovesse vincere la destra leghista, i consiglieri guidati direttamente da Ziello sarebbero 15 (oltre al sindaco), più 5 che si devono spartire Nap e Forza Italia. La Lega, insomma, comanderebbe da Roma e da Cascina senza che nessuno la possa fermare, anche quando, come recita il “contratto” di governo, potrebbe bloccare le grandi opere fondamentali per Pisa”.

Il biglietto da visita con cui ci presentiamo al ballottaggio è semplicemente il nostro programma fatto di proposte concrete che guardano al benessere e allo sviluppo di Pisa e dei pisani e che vanno oltre i facili slogan: per noi sicurezza vuol dire più agenti e telecamere, ma anche piazze vive contro il degrado e per garantire il controllo sociale. Sostenibilità ambientale significa bus elettrici navetta sui lungarni, zona a traffico controllato per tutta la città, oltre a ciclabilità e pedonabilità protetta per una Pisa a misura di famiglia e una gestione dei rifiuti attraverso la società Reti Ambiente, che inizialmente sia totalmente in mano pubblica. E ancora, investire in cultura vuol dire finanziare il rifacimento delle facciate dei palazzi storici e delle tante chiese per rendere Pisa sempre più un museo a cielo aperto. Tutela del lavoro è pensare come prima misura della prossima giunta al salario minimo garantito e alla clausola di salvaguardia sociale per i dipendenti delle aziende dei servizi pubblici. Infine, ma non certo meno importante, il tema della partecipazione attraverso una presenza periodica nei quartieri mia personale e di tutta la giunta che, ad esempio, una volta al mese si riunirà non a palazzo Gambacorti ma proprio nella varie parti della città. Ecco, è su questo che noi ci presentiamo agli elettori e su cui chiediamo di essere sostenuti. La scelta è semplice. Da un lato c’è il nostro programma chiaro, inclusivo, aperto, condiviso, che vede tutti protagonisti attivi e disposti a non cedere un millimetro, nei confronti del governo nazionale, per ottenere quello che serve alla nostra città. Dall’altro un disegno del tutto generico e fumoso che avrebbe come unica certezza quella di consegnare Pisa ai diktat e ai ricatti degli umori romani e cascinesi e a un sindaco che non avrebbe alcuna possibilità e forza di opporsi al loro strapotere”.

Serfogli ha inoltre voluto ribadire con forza come la sua candidatura sia nata e come, intorno ad essa, sia poi stato possibile costruire un consenso sempre più ampio e trasversale. “La mia candidatura è partita dal basso e a differenza di Conti non ha padrini politici. Anzi. Nel corso della campagna e con gli apparentamenti decisi oggi ha assunto tutte le caratteristiche che il centrosinistra auspicava anche quando, mesi fa, sono state valutate ipotesi alternative alla mia. E una volta definita ha visto tutti dare il proprio contributo con straordinaria generosità e impegno. Ringrazio quindi il Pd e tutte le liste che mi hanno sostenuto per il grande lavoro che hanno fatto e stanno continuando a fare a sostegno della mia candidatura, della nostra squadra di consiglieri comunali e di una coalizione che, oggi più che mai, rappresenta al meglio Pisa e tutti i cittadini pisani”.

Per chiudere, infine, un riferimento alla giornata odierna in cui Pisa festeggia San Ranieri. “Nel giorno del patrono è bello celebrare la nascita della più grande alleanza di pisani della storia recente per difendere il cambiamento e l’autonomia di Pisa contro la più grande minaccia del governo di un unico partito romano sulla nostra città. Non a caso, questa settimana avremo con noi quattro sindaci vincenti come Beppe Sala a Milano, Massimo Zedda a Cagliari, Alessandro Tambellini a Lucca e Andrea Gnassi a Rimini che hanno cambiato proprio insieme alle liste civiche le loro città, mentre la Lega punta tutto sul segretario nazionale venerdì prossimo. Anche questo, evidentemente, contraddistingue la differenza tra chi vede la politica e l’amministrazione cittadina con senso di comunità da chi, invece, la vuole ridurre a mera logica padronale secondo i voleri di un unico capo”.

By