Annullamento manifestazione European Beer Market. Pesciatini: “Basiti dalla reazione degli organizzatori”. Confesercenti si allinea con il Comune

PISA – “Siamo basiti dalla reazione degli organizzatori e della successiva decisione di annullare l’evento un giorno prima dell’inizio, visto l’impegno dell’amministrazione a trovare luoghi alternativi alla richiesta di utilizzo di Piazza Vittorio Emanuele II, mai autorizzata”. Non usa mezzi termini l’Assessore al Commercio Paolo Pesciatini commentando il comunicato degli organizzatori dell’European Beer Market.

L’annullamento della manifestazione da parte di Confeventi, soggetto organizzatore, è stato comunicato all’Amministrazione Comunale solo giovedì 12 settembre con la motivazione che l’area autorizzata per lo svolgimento dell’iniziativa, l’ex deposito bus in Via Silvio Pellico, sarebbe stata inadatta allo scopo per degrado urbano e motivi logistici.

Gli organizzatori avevano chiesto in prima istanza di poter svolgere la manifestazione in Piazza Vittorio Emanuele II e, pur non ottenendo da Sepi la relativa autorizzazione hanno pagato di propria sponte il suolo pubblico. La piazza non poteva essere autorizzata in quanto su di essa vige il divieto di somministrazione di alcolici, essendo inserita nella cosiddetta “zona rossa” individuata con delibera di giunta comunale del 19 luglio scorso.

L’Amministrazione ha cercato comunque di andare incontro agli organizzatori proponendo ben due soluzioni alternative: sul litorale di Tirrenia e Marina di Pisa, dove la stagione balneare non è ancora conclusa, soluzione non gradita agli organizzatori, e successivamente l’ipotesi dell’area dell’ex deposito bus, a poca distanza da Piazza Vittorio Emanuele. La concessione dello spazio di via Silvio Pellico, sicuramente adatta al Beer Market, rappresentava per l’amministrazione comunale un’opportunità per riqualificare l’area, intervenendo preventivamente con una pulizia approfondita e, grazie alla presenza degli stand, per riappropriarsi di quel pezzo di città in preda a degrado e spacciatori.

Per questo l’Amministrazione si è prodigata direttamente con la Soprintendenza ai Monumenti per ottenere il parere positivo all’utilizzo dell’area ex deposito bus, garantendo il rispetto del vincolo monumentale delle mura urbane. Gli uffici di Palazzo Gambacorti, inoltre, avevano raccomandato agli organizzatori dell’evento di effettuare un sopralluogo nell’area prima di presentare il relativo progetto, mentre quest’ultimo è stato presentato solo sulla carta, senza aver preso preventivamente alcuna visione dello stato dei luoghi, sopralluogo che è stato fatto solo ad un giorno dalla data di inizio dell’evento.

“Se qualcuno avesse pensato che a Pisa fosse sufficiente chiedere un permesso per sentirsi autorizzati, pur non avendo avuto la concessione o l’eventuale patrocinio e senza concordare con l’amministrazione luogo idoneo e modalità di svolgimento dell’iniziativa – dichiara l’assessore al Commercio Pesciatini, avrebbe sbagliato di grosso; Pisa non può essere terra di nessuno, iniziative ed eventi sono ben accetti se regolamentati e svolti nei luoghi consoni”.

PAROLA A CONFESERCENTI. “Premesso il diritto di ciascuna Associazione, Organizzazione o privato cittadino di chiedere l’autorizzazione allo svolgimento di una qualsiasi manifestazione riteniamo che non rientri in quel diritto il pensare di non doversi attenere alle regole che ogni Ente Locale, autonomo nelle proprie  scelte, dice Simone Romolo – determina al fine di garantire, da una parte, una corretta programmazione dello sviluppo nel rispetto della libertà di impresa ma anche e soprattutto, nel rispetto dei diritti e delle aspettative dell’intera cittadinanza. La replica alle critiche del signor Alfredo Orofino, da parte del neo Assessore delegato proprio settore dello Sviluppo Economico, per la mancata concessione di piazza Vittorio Emanuele II non fa una grinza; corretta nei contenuti e nella sostanza. In accordo con le Associazioni di Categoria, l’Amministrazione Comunale,ha delineato un’area, zona rossa, entro la quale da oltre quattro anni, non vengono autorizzate aperture di esercizi  di somministrazione di alimenti e bevande alcoliche e di esercizi di vicinato quali i “mini market” e, davvero, il sig. Orofino, poteva pensare di avere il diritto di organizzarci un “European Beer Market” che, solo dal titolo scelto presupponeva un fiume di birra che, per quattro giorni, veniva somministrata proprio nella zona interdetta a nuove aperture. Fermo restando che manifestazioni che fondano “il proprio successo” solo pubblicizzando bevande alcoliche e non anche prodotti e piatti tipici del nostro paese o  all’Unione Europea, ma anche al resto dei Paesi del mondo, non ci piacciono il sig. Orofino avrebbe dovuto conoscere la legge della Regione Toscana che per le manifestazioni straordinarie a carattere commerciale come quella che aveva intenzione di realizzare, stabilisce che debbono essere finalizzate principalmente alla “valorizzazione del territorio, o di determinate specializzazioni merceologiche”. Sinceramente non riteniamo che la birra (oggetto principale della iniziativa) abbia bisogno di essere promozionata così come non necessita di essere promozionata la nostra piazza Vittorio Emanuele II. La proposta dell’Amministrazione di utilizzare l’area lungo le mura l’abbiamo fin dall’inizio condivisa perchè, e qui prendiamo atto delle “verità” sul degrado evidenziate dal Sig. Orofino, poteva essere l’inizio della auspicata valorizzazione di quell’area ed anche della possibilità di dare ospitalità, per il futuro all’iniziativa del sig. Orofino nonostante il non apprezzato messaggio “European Beert Market”.

 

 

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