“Apertura degli stabilimenti balneari? Siamo in attesa di risposte certe. Gazebo in plexiglas da bocciare in toto”

PISA – Prosegue il nostro viaggio negli stabilimenti balneari sul litorale pisano in attesa dello sblocco parziale del lookdown previsto per il prossimo 4 maggio . Abbiamo sentito il parere autorevole di Fabrizio Fontani, operatore balneare attivo da molti anni sul Litorale Pisano, titolare degli stabilimenti balneari Maestrale e Meloria oltre che presidente di Conflitorale Confcommercio e Sindacato balneari (Sib).

di Maurizio Ficeli


                     
D. Come sta andando la situazione di voi operatori balneari alla luce di questa situazione creata dal Covid 19?


R. “E’ ancora una situazione di estrema incertezza, nel senso che abbiamo avuto l’autorizzazione che ci da la possibilità di intraprendere i lavori di manutenzione e di preparazione delle strutture dalla regione e dal comune e tramite una semplice comunicazione alla prefettura siamo tenuti ad indicare quali tipi di lavori svengono svolti ed i nomi dei dipendenti che saranno presenti a lavorare nello stabilimento“.


D. Tutto ciò nell’ottica di farvi trovare pronti qualora vi autorizzassero ad aprire?

R.”Certamente, questo è appunto fatto per cominciare a fare i primi lavori di manutenzione basilari per poi potere aprire la struttura quando sarà possibile, mentre ad oggi queste strutture sono assolutamente interdette al pubblico“.

D. A livello di autorità locali e nazionali siete stati supportati?

R. “Abbiamo uno stretto e continuo rapporto di dialogo e di confronto a tutti i livelli, sia con l’amministrazione comunale, che sta studiando e condividendo con noi un percorso per la riduzione di sgravi fiscali e contributivi come Tari, imposta di soggiorno e suolo pubblico con eventuale soppressione nella corrente annualità del 2020. Inoltre stiamo discutendo di tali questioni anche con il governo e la regione con cui siamo in contatto per sapere quando si potrà tornare a riaprire e con quali criteri e modalità”.


D. Siete ottimisti sulla riapertura delle vostre attività e che comunicazioni avete avuto in tal senso?


R. “Comunicazioni ufficiali ancora non ne abbiamo avute, perché queste sono fasi di studio e di attesa in primis sulla situazione epidemiologica e sulla curva dei contagi che è una cosa fondamentale, poi per quanto ci riguarda faremo anche delle proposte per la gestione ed il contenimento nelle nostre attività e vedremo quali saranno gli strumenti più idonei e più sicuri per poter garantire ai clienti, alle famiglie ed ai dipendenti di stare sul bagno in sicurezza“.

D. Cosa ne pensi della proposta avanzata di mettere dei gazebo in plexiglas negli stabilimenti balneari?

R.”Per carità, assolutamente no, ma per una serie di motivi, primo perché sarebbero insopportabili per il calore, non circolerebbe bene l’aria e sarebbero dei “forni crematori”, inoltre non potrebbero resistere ai tempi ed al libeccio oltre ad essere antiestetici ed astrusi come concezione, quindi da bocciare in toto“.

D. Siete stati coinvolti da colui che ha fatto questa proposta?

R.”Assolutamente no, con noi chi ha proposto questo non ha mai condiviso alcun percorso in tal senso, detto questo la cosa è improponibile a livello locale perché c’è il regolamento del parco che non consente l’installazione di certe strutture, ma poi se uno si alza dal proprio ombrellone e va nel gazebo accanto si può anche creare un assembramento in una zona accanto con questi box, quindi che senso ha, bisogna invece garantire in tutto il bagno una situazione di sicurezza che non danno certo quelle “scatole di plastica“.


D. State organizzandovi per l’ottimizzazione degli spazi nel rispetto delle norme di distanza e di sicurezza?


R. “Certamente, anche se quello sarà valutato nel momento che avremo indicazioni e norme precise, poi è chiaro che ci dovrà essere una attenzione a quali saranno le spese a carico del concessionario, quindi una attenzione della valutazione economica visto che sarà una stagione difficile nella quale speriamo che gli impegni economici non siano costosissimi perché diventerebbe un problema. L’auspicio è che ci sia buonsenso per aiutarci a sopportare economicamente questa situazione“.


D. Con i vostri clienti siete rimasti in contatto?


R.”Si, i clienti ci chiedono le novità e noi aspettiamo disposizioni per potergliele dare ma al momento non ne abbiamo. Per dare risposte certe dobbiamo sapere quali saranno le norme anche per evitare di dare informazioni inesatte. Ripeto, al momento attuale la situazione è di incertezza e di precarietà oltre che di rischio per l’attività, dovremo quindi dare risposte certe al cliente quando effettivamente ce le avremo “.


D. Concludendo, c’è un appello che vuoi fare in questo momento di difficoltà?


R.”Spero che questa situazione drammatica che stiamo vivendo riesca a portarci in futuro qualcosa di buono e migliorativo e che sia di lezione dandoci quella spinta che ci faccia ripartire da basi nuove, ed al di là dell’emergenza, deve prevedere una situazione economica diversa a livello generale fatta di equità e sostenibilità. Noi l’emergenza del momento la sappiamo affrontare, è invece la normalità che va cambiata, ripartendo dal carico fiscale affinché le imprese e le attività commerciali possano pagare il giusto come accade in tutta Europa, perché con l’Iva alta e con le condizioni di  prima si ha difficoltà a ripartire. Bisogna tagliare sprechi e rami secchi oltre alla burocrazia per poter permettere alle piccole imprese di lavorare con un carico fiscale sopportabile“. 

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