Appalti pulizie scolastiche. Cobas: “La strage degli innocenti: 4.000 licenziati nel silenzio di tutti”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa inviatoci dai Cobas.

“Il 29 febbraio si è posta finalmente la parola fine agli appalti di pulizie scolastiche che per anni hanno permesso profitti a poche cooperative e imprese di pulizie. Il meccanismo degli appalti e subappalti ha garantito profitti ad ogni impresa coinvolta nella catena con conseguente taglio dei fondi destinati alla retribuzione del personale. Di conseguenza vi è stato un super-sfruttamento di migliaia di lavoratrici e lavoratori, costretti a pesanti ritmi di lavoro per garantire un minimo di pulizia delle scuole. Da sempre i Cobas hanno sostenuto la soluzione dell’internalizzazione di questi servizi e non possiamo che esprimere soddisfazione per i circa 12.000 lavoratori che finalmente lavoreranno nelle scuole come collaboratori scolastici.

Ma non possiamo sottacere sul destino degli oltre 4.000 esclusi dalla procedura di stabilizzazione a cui il governo non è riuscito a garantire alcun tipo di tutela e prospettiva futura, una “ristrutturazione aziendale” che ricorda i massacri nelle grandi fabbriche degli anni ’80.

Dopo due giorni di discussione al Ministero del Lavoro il 27 e 28 febbraio scorso, le procedure di licenziamento collettivo si sono concluse “senza alcun accordo”. È semplicemente vergognoso, a nostro avviso, l’atteggiamento della compagine governativa che non è stata in grado in più di un anno di elaborare alcun tipo di proposta per gli esclusi e il disinteresse totale per questa vicenda da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Non da meno l’atteggiamento delle imprese titolari dei contratti d’appalto, che ad oggi stanno semplicemente tenendo in ostaggio migliaia di lavoratori: infatti, non essendo stato trovato un accordo anche sui costi dei licenziamenti, le aziende hanno deciso di sospendere i lavoratori interessati, i quali non potranno così accedere neanche alla Naspi e si ritroveranno senza alcun reddito. Governo e aziende insieme hanno messo in atto una delle più grandi ingiustizie degli ultimi anni: da una parte hanno trasformato una sacrosanta rivendicazione alla dignità e stabilità lavorativa in un incubo per migliaia di persone (senza contare le migliaia di persone assunte con contratto part-time imposto e conseguente perdita di salario), dall’altra i pescecani delle aziende cercano di fare profitto sulla pelle dei lavoratori fino all’ultimo secondo, usandoli come moneta di scambio evidentemente nelle trattative con il governo.

Come ciliegina sulla torta le imprese stanno minacciando di trattenere nelle ultime buste paga per gli internalizzati l’indennità di preavviso. È assurdo sia perché le imprese sapevano da tempo che la maggior parte dei lavoratori si sarebbe dimesso il 29 febbraio, sia perché questi ultimi non potevano dimettersi prima, dato che le graduatorie sono state pubblicate solo nelle ultime settimane e le convocazioni per la firma dei contratti sono avvenute solo negli ultimi giorni. Prima i lavoratori non avevano alcuna certezza e non potevano preavvisareNon si può assimilare una procedura di tipo collettivo alle dimissioni individuali. È una situazione kafkiana: tutti sapevano delle dimissioni e dell’assunzione da parte del MIUR, ma le imprese ora fanno finta di non sapere, semplicemente per lucrare fino all’ultimo raschiando il fondo del barile!

Inoltre, dei 4mila licenziati di fatto nelle scuole italiane c’è bisogno, sia per la strutturale carenza degli organici Ata, sia perché in tutte le scuole si registrerà per tutti i collaboratori scolastici, anche per quelli già dipendenti dello Stato, un incremento dei ritmi di lavoro e/o una maggiore turnazione perché, essendo insufficiente il numero dei neo assunti, questi ultimi non potranno assicurare tutto il lavoro svolto finora dai lavoratori esternalizzati.

Tutto ciò sta avvenendo nel silenzio assordante di media e opinione pubblica. Da parte nostra non abbandoneremo questi lavoratori e metteremo in campo ogni iniziativa affinché tutti i soggetti interessati da questa vicenda si prendano le loro responsabilità e diano finalmente delle risposte a migliaia di persone ad oggi senza alcuna prospettiva futura.

È inaccettabile che il Governo, di fronte ad una macelleria sociale di tale portata, se ne lavi le mani lasciando alle Aziende la possibilità di “licenziare di fatto in modo strisciante e senza nessuna lettera che concluda definitivamente il rapporto di lavoro”. Poi, in questo caso, nessuno porta fuori dall’Italia il lavoro, si tratta delle nostre scuole e lo Stato si è dichiaratamente disinteressato dei 4.000 innocenti sacrificati e licenziati dalle cooperative, come dei 7.000 internalizzati con part time imposto e pesanti tagli al salario.

Chiediamo che il Governo e le imprese (che finora hanno lucrato profitti enormi sulla pelle dei lavoratori) garantiscano:

  • la ricollocazione degli esclusi o la cassa integrazione fino alla fine dell’anno scolastico;
  • una nuova procedura di assunzione per gli esclusi, con una revisione dei requisiti, che ne garantisca l’assunzione per l’inizio dell’a.s. 2020/21;
  • il divieto ope legis per le imprese di imporre la trattenuta dell’indennità di preavviso per gli assunti.
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