Applausi e ricordi sul palco di “In Compagnia Sotto Le Stelle” per i dodici capitani del Gioco del Ponte

TIRRENIA – La terza serata di “In Compagnia Sotto Le Stelle ha ospitato Martedì sera sul palco di Via delle Rose a Tirrenia, i dodici capitani del Gioco del Ponte.

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Il nuovo format di attualità, cultura, sport e spettacolo, condotto da Massimo Marini, che sta riscuotendo un grande successo, ha deciso di dare voce alla manifestazione di punta del Giugno Pisano. Hanno collaborato per la riuscita della serata allietata dalla musica di Silvia Spagnoli (main sponsor principale La Compagnia Interportuale Pisana di Roberto Rocchicioli) il Service di Punto Radio, Tirrenia DOC Caffè, Banca di Pisa e Fornacette e il ristorante “Lo Squalo” e Antonio Dell’Omodarme.

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La serata ha preso il via ricordando due persone che purtroppo ci hanno lasciato la giovane Lavinia Mazzanti morta in Grecia in un incidente stradale e Davide Turini, il trentatreenne che ha perso la vita sull’Aurelia. Applausi scroscianti del pubblico e anche qualche lacrima di commozione. Dal ricordo alla celebrazione. Martina Batini, campionessa del mondo per la seconda volta in Russia e’ stata festeggiata con l’inno nazionale italiano. Pronti via ed il dibattito si apre subito con la polemica sulle pedae montate che hanno rischiato di mandare a monte il Gioco e ne hanno ritardato l’inizio. “Ci vuole più attenzione da parte del Comune, tuona Antonio Pucciarelli capitano del San Francesco. Alle 12 ci hanno telefonato e ci hanno detto che il Gioco non si sarebbe svolto. Non si fa attendere la risposta di Mezzogiorno con il capitano di S. Marco Cristiano Scarpellini: “Di anno in anno è diventato un gioco troppo “spettacolarizzato”, sarebbe meglio curare le cose essenziali: costumi, pedane e sfilata storica”.E’ un botta e risposta che si protrae quello tra Pucciarelli e Scarpellini: “Chi comanda, ha fatto degli errori, perché non sa cosa significa e non vive il Gioco. Mi diverto a vedere la gente che mi vuole mandare via. Il Gioco lo vivo in maniera tutta mia. Diventa difficile vedere un gioco che si evolve di anno in anno. Io il Gioco l’ho conosciuto nel ’68. Dal 1982 il Gioco non si è evoluto, ha fatto passi indietro. La Veglia e’ stata spostata il venerdì sera, quando il giorno dopo la gente va a lavorare, dice Pucciarelli.

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Poi si passa alla parte tecnica con Scarpellini polemico con il suo comando: “Mi dispiace ma Mezzogiorno ha sbagliato tutto, ha sbagliato tattica dopo essere passata in vantaggio”. C’è spazio anche per Roberto Biagi capitano di S. Michele: “Ci siamo confermati più forti. S. Michele in due anni ha cambiato otto combattenti, con una squadra nuova e giovane. Quando pero’ in una squadra i vecchi tirano i giovani e i giovani tirano i vecchi sei già a buon punto”. Prima del brindisi finale c’è spazio anche per qualche aneddoto esclusivo e mai esternato prima: “Ho iniziato con Mezzogiorno nel S. Antonio – dice Bob Biagi – e mio padre non mi parlava più, poi incontrai Pucciarelli, mi portò con se è da li iniziai il mio percorso nel S. Michele.

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Per Scarpellini invece una militanza a Tramontana: “Si un anno cambiai parte – confessa – ma non mi ci vollero”. Parola anche a Luca Dini capitano dei Mattaccini: “La formula del Gioco è quella giusta, va ricnosciuto all’Assessore Federico Eligi di aver fatto un buon lavoro, forse alcune regole andrebbero riviste, come quella dei cinquantenni che dovrebbero partecipare se idonei dopo aver sostenuto la visita medica. Un Applauso a chi fa il gioco del Ponte. I protagonisti assoluti della manifestazione sono i combattenti”. Ha voluto dire la sua sul gioco anche Antonio Dell’Omodarme: “Il Gioco del Ponte deve ricalcare la tradizione che Pisa deve avere nel sangue. I regolamenti devono esser fatti da quelli che partecipano al Gioco del Ponte. Visto che si devono modificare le cose – continua dell’Omodarme – credo che bisognerebbe mettere in risalto i costumi e i combattenti. Tra il Palio di Siena ed il Gioco non è giusto fare un paragone, ma il Gioco andrebbe rivisto e corretto. Il Comune dovrebbe tenere contro dei sacrifici che fanno i combattenti, fornendogli le strutture idonee per potersi allenare”.

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