Applausi per Bobo Rondelli al Festival Collinarea alla Tenuta Torre di Cenaia

PISABobo Rondelli e gli Ottavo Padiglione hanno aperto la sedicesima edizione del Festival Collinarea, nello scenario della tenuta Torre di Cenaia. Uno spettacolo di tre ore dove il cantautore livornese non si è risparmiato offrendo al pubblico gran parte del repertorio del gruppo, e qualche sua canzone da solista.

Si è trattata di una reunion, come già avvenne due anni fa al metarock e lo scorso Aprile al Cage di Livorno, dove assieme al fido Fabio Melchiorri alle tastiere, si sono alternati alla batteria Simone Padovani e Sergio Adani, che faceva parte della formazione originale degli ottavo padiglione e prima ancora dei les Bijoux, oltre al violino magico di Steve Lunardi. Ha suonato alcuni pezzi al basso anche Carlo Minuti, figlio del compianto Alessandro a cui bobo Rondelli dedicò la struggente Hawaii da Shangai, uno dei brani finali del concerto.

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BOBO RONDELLI SUL PALCO A CENAIA (foto tratta da Facebook)

Da canzone truce, con cui è iniziata la serata, a Giulio, passando per storie assurde, overdose adventure, l’intensa compagno laganà, fino all’amara casa del popolo, Bobo e gli ottavo hanno ripercorso la loro storia ultraventennale. Ovviamente non potevano mancare sei andata via e ho picchiato la testa, la canzone che ha dato un pizzico di notorietà al gruppo livornese, e Gigi balla, la triste storia che parla dell’orso che veniva fatto esibire in un circo a Livorno.

Rondelli come al solito ha tenuto il palco da istrione concedendosi alla platea anche con qualche critica ironica alla politica italiana e internazionale. Non ha risparmiato neppure Paolo Ruffini:” Prima d’essè come lui preferisco essè pisano”. Grande anche l’imitazione di Mick Jagger in brown sugar. Come gli capita anche quando suona con l’orchestrino, il gruppo che lo accompagna nella recente attività da solista, bobo dedica molto spazio alle cover, su tutte guarda che luna di Fred Buscaglione, dimostrandosi sempre attento alla musica italiana anni 50 e 60 di cui è un grande appassionato. Un accenno anche a un pezzo di Clem Sacco, pioniere del rock in Italia con testi originali e stravaganti per quell’epoca ormai lontana. E’ stata lanciata anche l’iniziativa dei nasi rossi, per aiutare l’associazione dei medici clown, e sul palco è salita una ragazza disabile che ha ballato e cantato con Bobo. Non è una novità per Rondelli, visto che negli scorsi anni ha dato vita allo spettacolo io clown, tu down. Bobo Rondelli conferma una volta di più di avere grande passione per la musica e un rapporto di familiarità con il palco, dove mette in scena tutto se stesso e si confronta a viso aperto con il pubblico.

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