Approvata la carriera alias (doppio libretto) per gli universitari

Pisa – Approvato l’istituzione della carriera alias (“doppio libretto”) per studenti transgender, in attivazione già dal nuovo anno accademico 2017/2018 dal senato accademico ha finalmente.

Voluto dalle associazioni Sinistra Per… e Glauco – Associazione Universitaria LGBTQI*, si tratta di un lavoro ingiustamente bloccato per anni nella realizzazione burocratica che trova però, dopo sollecitazioni alla nuova amministrazione e un concreto lavoro nella commissione tecnica designata dall’ateneo, una ritardataria ma giusta conclusione.

La normativa italiana che regola la transizione di genere (legge n° 164 del 14 Aprile 1982) non prevede, ad oggi, l’aggiornamento dei documenti anagrafici in accordo con l’identità eletta, se non previa riattribuzione chirurgica del sesso biologico o comunque in tempi estremamente lunghi. Un’impostazione normativa ormai vecchia che non solo comporta forti disagi e una continua lesione della privacy dei soggetti in transizione, ma che di fatto non riconosce il diritto all’autodeterminazione sul proprio corpo dei singoli e delle singole.

A questa lesiva regolamentazione cerca di sopperire la carriera alias – già adottata da molti atenei italiani – che permette agli/alle studenti transgender di utilizzare all’interno dell’università una documentazione rispettosa dell’identità eletta, garantendo una piena tutela della privacy nella carriera accademica (lezioni, esami, ecc) e nella fruizione dei servizi (mensa, biblioteche, ecc).

“Come associazioni studentesche crediamo che l’università debba essere uno spazio pubblico di elaborazione e produzione culturale, il cui accesso deve essere garantito a tutte e tutti nel pieno rispetto e riconoscimento delle identità personali. Abbiamo la convinzione che l’educazione assuma un ruolo cardine nella formazione personale e sociale e come tale riteniamo che l’ateneo debba farsi promotore di istanze e pratiche che, non solo contribuiscano a garantire il benessere psicofisico e il sereno sviluppo della carriera universitaria, ma che rappresentino anche importanti e innovativi elementi di promozione per una piena inclusione sociale di tutte e tutti. L’istituzione della carriera alias rappresenta quindi un dovuto gesto di civiltà e un forte segnale ad una normativa non più al passo con i tempi. Il nostro lavoro continua e si sposta nella sede del Diritto allo Studio Universitario della Toscana, altra istituzione centrale nella vita universitaria degli/delle studenti, a cui chiediamo lo stesso passo in avanti.”

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