Appunti di viaggio di una giornata da incorniciare. La serie B e’ nostra!

PISA – Il nostro Pisa è di nuovo in serie B, dopo tante sofferenze passate, tante finali non andate a buon fine, finalmente stavolta ce l’abbiamo fatta con grande merito “non ce n’è pane secco”, si dice a Pisa. Ma veniamo a parlare di questa lunga trasferta in terra pugliese da parte degli impagabili tifosi pisani, che sommati a quelli che erano all’Arena a vedere la gara, hanno composto un mix eccezionale di tifo e calore a sostegno della squadra di mister Gattuso.

di Maurizio Ficeli

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Partenza con numerosi autobus organizzati da vari club nerazzurri da diverse zone della città hanno preso, di domenica mattina, la via della città dàuna. Noi della redazione di Pisanews siamo partiti dalla zona dell’Isola Verde a Pisanova, con uno dei tre pulman della Gradinata mentre un altro mezzo dello stesso club partiva dalla darsena Pisana in zona Ikea. Si parte, però con un po di ritardo, perché qualche componente del nostro pullman, invece di presentarsi all’Isola Verde va alla Darsena, e ci accordiamo per recuperarlo in superstrada all’altezza di Navacchio. Tutto a posto? niente affatto. Ci arriva la notizia che il pullman in partenza dalla darsena pisana ha un guasto, ragion per cui recuperiamo dei loro passeggeri, mentre altri sono riusciti a rimediare con un altro mezzo. Quindi, verso le 6.30 riusciamo a partire definitivamente, fra entusiasmi, cori vari e dissertazioni riguardo alla gara fondamentale dove il Pisa dovrà scrivere la storia. Dalla Fi-Pi-Li imbocchiamo l’autostrada del Sole, scortati dagli uomini della DIGOS, facendo la prima sosta nella zona di Arezzo per fare colazione, da lì si riparte in direzione Roma e verso Cassino ci fermiamo ad un altra area di servizio per il pranzo. Altra sosta fra Benevento e Foggia e l’emozione sale sempre più perchè la destinazione che sarà cruciale per il destino futuro del Pisa si sta avvicinando sempre più. Si arriva a Candela, periferia di Foggia, con un panorama pieno di pale fotovoltaiche, e li ci sono le forze dell’ordine che radunano i nostri pulman pulmini e macchine proprie e ci scortano alla volta di Foggia, dove, dopo un “giro turistico” abbastanza lungo fatto di campi, ruderi e sfasciacarroze. “Molto pittoresco”, avrebbe detto Montesano, ci fanno entrare in un piazzale, dove vengono parcheggiati i nostri autobus e gli altri mezzi e da lì tutti saliamo negli autobus urbani della città di Foggia, con documenti alla mano e filmati dalla digos locale. Da li arriviamo allo stadio “Pino Zaccheria”, dove ci sono i soliti cori e sfotto’. Il colpo d’occhio, anche allo Zaccheria è da far paura, anche se la coreografia del tifo pisano fatta nella gara di andata, diciamolo pure i foggiani se la sognano. Buono il colpo d’occhio del tifo pisano, le cui file si ingrossano pian piano con l’ingresso nel settore da parte degli ultras “non tesserati”, giunti allo Zaccheria in ben 400. Si assiste alla partita con grande tifo e partecipazione da ambo le parti, con i momenti di tensione verso la ripresa, fomentati da qualche tesserato che dovrebbe dare l’esempio di correttezza, ma che evidentemente non aveva altro modo di levare la gambe da una finale che solo lui ed i suoi hanno compromesso già all’andata e mi riferisco a mister De Zerbi, che dopo aver fatto il supercorso a Coverciano, non sarebbe stato male se faceva anche un corso di sportività e buone maniere. A parte il fatto che, dopo la bottiglietta tirata in testa a Mister Gattuso la gara sarebbe stata da concludere con 3 a 0 a tavolino, ma meglio così, noi siamo signori e le cose ce le guadagniamo in campo.

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Un brivido alla rete su rigore di Iemmello che ha portato in vantaggio il Foggia a cui però, grazie a Dio, ha risposto il grande Umberto Eusepi che ha chiuso la pratica finale playoff, mandando i colori nerazzurri nel paradiso della B e quelli rossoneri nel l’inferno della serie C. Grandi festeggiamenti fra i nostri tifosi che hanno urlato ed esultato per un ora e più dentro lo “Zaccheria”, mentre chi scrive con gli altri colleghi si è recato in sala stampa, da dove giungevano le grida di gioia dei nostri giocatori ed abbiamo visto un Mannini, un vero pisano, molto commosso. Arriva qualche sassata anche alla porta della sala stampa e con prudenza usciamo e ci avviamo ai pullman urbani, dove sono i nostri tifosi sotto la curva ospiti, che hanno dovuto aspettare per ragioni di ordine pubblico che stanno ancora festeggiando. Siamo tanti e festanti ed i cori si sprecano. Si parte, procedendo in fila indiana, arriva qualche sasso, la polizia lancia i lacrimogeni disperdendo i tifosi locali che, invece di rammaricarsi sull’insuccesso della propria squadra, non ha avuto altro di meglio da fare che prendersela con chi ha ampiamente meritato la vittoria, tanto più che noi pisani temevano questo Foggia prima di affrontarlo in finale, preferendo magari affrontare il Lecce ed abbiamo applaudito alla fine anche i giocatori pugliesi. Siamo giunti verso le 23 al parcheggio dove abbiamo lasciato pullman e mezzi propri, eravamo davvero tanti.

Da li siamo ripartiti alle ore 23.20 e come dice il detto barese “Fuggi da Foggia non per Foggia ma per i foggiani”, noi parafrasando tale detto possiamo dire che “Siamo fuggiti da Foggia con la serie B in tasca”. E dopo tante ore di viaggio, mentre dai video e dai social vedevamo la festa che impazzava in città, dallo stadio ai lungarni, giungiamo nella nostra amata città lunedì mattina dopo le 8, stanchi ma felici per una giornata che rimarrà nella storia dei colori nerazzurri. Ai giocatori, alla dirigenza a tutto lo staff nerazzurro vanno i nostri complimenti e ringraziamenti. Grazie Pisa, il sogno è diventato realtà, la serie B è nostra!!!

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