Archivio Pisanews, Klaus Berggreen: “Romeo grosso intenditore di calcio”

PISA – Rispolveriamo dal nostro ricco archivio proprio nel giorno di Pasqua l’intervista telefonica realizzata con Klaus Berggreen, che tra pochi giorni sarà a Pisa, effettuata nella stagione 2006-07, l’anno in cui il Pisa di Piero Braglia si apprestava a compiere la grande impresa di essere promosso in serie B. E che questo sia un buono auspicio…

L’ex ala nerazzurra, si dedicava (e si dedica ancora oggi) ad una doppia attività di impresa legata alla Toscana: “Amo molto la Toscana, per me voi toscani siete i veri italiani. Mi dedico alla moda, ho creato un marchio che ricorda i miei trascorsi italiani. La mia azienda si chiama infatti Pi.Ro. perché l’ho dedicata al Pisa ed alla Roma. Spesso sono in Italia, almeno ogni due mesi dal momento che a Pescia ed a Prato ho questi interessi, inoltre curo l’importazione in Danimarca del Chianti”.

Bergreen in contrasto con Daniel Passarella in un Pisa-Fiorentina degli anni ’80

Hai passato anni positivi nel Pisa, che ricordi hai?

“Arrivai giovanissimo e sconosciuto. Pisa per me è stata importantissima, una fortuna che mi ha permesso di affermarmi anche a livello europeo conquistando la nazionale danese. Gli anni di Pisa mi hanno poi permesso di provare l’avventura anche alla Roma”.

Quindi Romeo Anconetani ebbe un ruolo importante…

“Romeo era un grosso intenditore di calcio, sapeva praticamente tutto. Con lui non c’era una mezza misura o tutto bene oppure tutto male. Grazie a lui ho avuto la possibilità di crescere con calma, anche perchè trovai un gruppo meraviglioso, Spesso andavamo a cena insieme, uscivamo e ci frequentavamo oltre il campo di gioco”.

Ricordi qualche episodio con il presidente?

“Una volta eravamo tutti a cena, naturalmente a Pescia, ed all’improvviso durante un brindisi si ruppe un bicchiere. La domenica dopo vincemmo. Da quel momento tutte le volte che eravamo a tavola si sentiva rompere un bicchiere. Inutile chiedersi chi fosse a romperlo. Il presidente era molto scaramantico”.

Hai parlato di Pescia, spesso era la vostra seconda casa…

“Per me non era un grosso problema, ero solo senza moglie o fidanzata. Forse agli altri pesava un po’. Per me è stata una seconda famiglia, ancora capito spesso con piacere a Pescia. Comunque Romeo non ci faceva mancare mai niente, si divertiva a servirci al tavolo. Il suo piatto preferito era il pesce che spesso preparava anche per noi”.

I tifosi ti ricordano come un grande lottatore…

“Io ho sempre cercato di dare il cento per cento alla maglia che indossavo. Si può anche perdere e giocare male ma bisogna sempre lottare. E poi a Pisa c’è un pubblico esigente. Ricordo una volta in serie A che perdemmo una partita all’Arena. Alla fine ci fu un po’ di contestazione. Non ebbi problemi ad uscire perché i tifosi avevano visto che durante la partita avevo corso come un matto. Adesso mi dispiace che il Pisa sia in serie C. Ci vuole gente che pensi solo alla maglia, dia il tutto per tutto e riporti il Pisa in serie A. Noi eravamo piccoli in confronto agli altri, ma ci siamo sempre battuti alla pari. Forse potevamo fare qualche punto in più, ma lottavamo sempre”.

L’ultimo anno di A arrivò un altro danese. Si disse che Larsen era sponsorizzato da Berggreen…

“Intanto vi rivelo un piccolo segreto. Faccio parte di una squadra di calcetto per over 30. Io sono l’anziano del gruppo e con me gioca proprio Henrik Larsen insieme ai fratelli Laudrup. Siamo i campioni di Danimarca. Henrik fece uno splendido europeo nel 92. Poi fu mal consigliato e forse pretendeva troppo. Doveva essere contento di tornare a Pisa e lottare sempre per la maglia nerazzurra”.

Che ricordo hai del pubblico di Pisa?

“È un pubblico fantastico, molto passionale e competente. I tifosi meritano la serie A. Ne approfitto per salutarli tutti e naturalmente… forza Pisa!”

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