“Arlecchino servitore di due padroni”, chiude domenica 22 aprile la stagione di Prosa alla Città del Teatro

CASCINA – Gran finale della Stagione di Prosa 2017/18 alla Città del Teatro diretta da Andrea Buscemi. Al termine di un’annata che ha visto transitare sul palco di Cascina alcuni dei nomi più importanti della Scena italiana (da Gabriele Lavia a Glauco Mauri, Umberto Orsini, Paola Gassman) DOMENICA 22 APRILE alle ore 21 va in scena ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI capolavoro di Carlo Goldoni diretto da Giorgio Strehler, uno dei più grandi registi teatrali di tutti i tempi.

A settant’anni dal clamoroso debutto, l’Arlecchino di Strehler è la rappresentazione teatrale italiana più vista al mondo, amata visceralmente dalle platee di ogni angolo del globo, vera e propria summa del mestiere dell’Attore, uno spettacolo che ogni volta è un evento assoluto e imperdibile.

La Fondazione Sipario Toscana ONLUS è fiera di rendere così doveroso omaggio a un vero e proprio atto d’amore per il Teatro, uno struggente e monumentale caposaldo della nostra cultura firmato da quel genio assoluto della scena che fu Giorgio Strehler, creatore del mitico Piccolo Teatro di Milano (che a lungo diresse) assieme a Paolo Grassi. In occasione del 70mo anniversario dallo storico debutto, la Città del Teatro di Cascina è così una delle tappe privilegiate di una tournée che vede Arlecchino prendere di nuovo le mosse dal Piccolo di Milano.

Siamo addirittura emozionati – è il commento del Direttore Artistico Andrea Buscemi – perché l’arrivo a Cascina di uno dei capolavori assoluti del teatro del Novecento è un momento direi storico per la nostra Fondazione, per la città e per tutta la Toscana. L’Arlecchino di Strehler continua a tenere alta l’immagine italiana nel mondo, e in questi momenti di così grave imbarbarimento abbiamo bisogno di farci soccorrere dai miti e dal bello: l’ Arlecchino del Piccolo rappresenta proprio questo, un appiglio che ci dà speranza e risveglia finalmente certezze ”.

Uno spettacolo che ha segnato la storia del teatro italiano e mondiale, con un esito che ha pochi eguali, ammirato e amato profondamente e senza mezzi termini da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di assistervi, e in cui ogni comparto artistico sfiora la perfezione assoluta: dalla messa in scena di Ferruccio Soleri alle splendide scene di Ezio Frigerio, ai pluripremiati costumi di Franca Squarciapino, alle splendide musiche di Fiorenzo Carpi, fino alla magistrale interpretazione del grande Enrico Bonavera (degno epigono di Soleri) nel ruolo di Arlecchino. Fra squilli di tromba e battere di grancassa, Arlecchino, con il suo vestito a pezze multicolori e la sua maschera da gatto, è in mezzo a trenta formidabili attori. E delizia e travolge e sconvolge il pubblico dal 1947, senza mai fermarsi, con un clamoroso successo che non ha eguali.

Con questo autentico capolavoro il Piccolo Teatro di Milano ha percorso il globo per settant’anni da nord a sud, da est a ovest, trasmettendo tutta la sua inarrestabile carica di energia e di emozione. Un’avventura scenica unica e irripetibile, fatta di giochi e malinconie, trepidazioni e burle, lazzi e bisticci che incantano perché sono quelli di sempre. Giorgio Strehler, che lo mise in scena per la prima volta a Milano (con una prova registica che lo incoronò come uno dei più importanti uomini di teatro di sempre ) reinterpretando e rinnovando la tradizione goldoniana, diceva che questa opera è “memoria vivente”.

Manifesto di un modo straordinario e ineguagliabile di fare spettacolo, l’Arlecchino, negli anni, si è confermato anche come una vera palestra per gli attori, ognuno dei quali è interprete pressochè perfetto, all’interno di una macchina teatrale che è un pezzo d’arte assoluta, un frammento di alta poesia e stupefacente comicità che incanta e stravolge, rapisce e conquista senza mezzi termini.

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