Arrestati due marocchini nella pineta di Migliarino

PISA – Il contrasto allo spaccio di stupefacenti nella pineta di Migliarino Pisano resta una delle priorità della Compagnia CC di Pisa.

Nell’ultima settimana, un doppio blitz dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, coadiuvati dai cinofili del Nucleo CC di San Rossore, ha consentito di intercettare nella fitta boscaglia due marocchini, O. E. M. di 31 anni e N. M. di 23 anni, responsabili di spaccio di alcune dosi di cocaina ad alcuni tossicodipendenti italiani, tutti pisani, addivenendo al sequestro di quasi cinque grammi della medesima sostanza.

Il servizio di osservazione – durato circa 12 ore – e la tecnica del camouflage adottata dai carabinieri dell’Aliquota Operativa sono stati la carta vincente: i due marocchini, catturati in due diverse occasioni, non si sono assolutamente avveduti della presenza dei militari tra la vegetazione e, indisturbati, sono stati colti nella flagranza dello spaccio. Avvenuta la cessione del primo quantitativo di cocaina, l’avvicinamento e la “cinturazione invisibile” dell’area hanno saturato tutte le possibili via di fuga, consentendo l’arresto di O. E. M. e N. M..

Fondamentale il supporto del cane da polizia “Casper”, il pastore tedesco dell’Arma, lanciato all’inseguimento dei due spacciatori che, appena accortisi della presenza dei militari mimetizzati tra i rovi, hanno infruttuosamente tentato la fuga. Il fenomeno dello spaccio nella pineta di Migliarino continua ad essere particolarmente sentito. Numerosi extracomunitari, in gran parte di origine magrebina, in Italia senza fissa dimora, clandestini e spesso già gravati da pregiudizi di polizia, hanno trovato nella fitta boscaglia del parco natura, un luogo di fissa dimora. Subito dopo il blitz, i militari dell’Arma hanno setacciato una parte del bosco alla ricerca di altro stupefacente e dei covi degli arrestati. Lo scenario che si è stato raccapricciante. Bivacchi improvvisati con teli posizionati a mo di tende da campeggio, vestiti lasciati appesi ai rami ad asciugare, ciotole per la raccolta di acqua dai ruscelli limitrofi e utilizzati per cucinare e lavare. Una situazione igienica molto precaria, quindi, con potenziale rischio per il possibile verificarsi di incendi. Pertanto, subito dopo l’operazione, i militari hanno cercato di ripristinare lo stato dei luoghi riportandolo alla naturalità. Purtroppo la richiesta di stupefacente è costante e incentiva il mercato nonché la necessità per gli spacciatori di trovare dei luoghi di spaccio sempre più sicuri e il contesto naturale della pineta di Migliarino, impervia e senza vie di accesso, ne ha fatto una centrale di spaccio ideale.

20130802-125347.jpg

You may also like

By