Arriva per la prima volta in Italia “Anno domini 2000. Il destino di una donna”

PISA – Poche donne elette, poche candidate nonostante lo scorso 4 marzo, per la prima volta in Italia, si sia votato con il Rosatellum, nuova legge elettorale che prevede misure per favorire l’equità di genere.

Solo per dare qualche numero: le elettrici sono più degli elettori, all’incirca, un milione e mezzo di donne in più tuttavia, nonostante questa maggioranza, le donne elette alla Camera e al Senato sono sempre state una minoranza. Dalle prime politiche del 1948 a quelle del 2013 ci sono stati molti passi in avanti, ma la percentuale di deputate è ancora ferma al 31 per cento, contro il 36 della Germania, il 38 del Belgio, il 43 della Spagna. Con le politiche del 2018 solo qualche piccolo passo in più. Resta che, dalla nascita della Repubblica italiana a oggi, mai nessuna donna ha guidato il governo, né è mai stata eletta come Presidente della Repubblica.

Eppure, a fine Ottocento, c’era chi – politico, giornalista e scrittore – guardava al lontano 2000 (e noi siamo già nel 2018) come l’anno in cui, frutto di una presa d’atto per il bene e il progresso di tutti, il timone della società sarebbe stato tutto al femminile.

“La donna è divenuta la potenza che guida il mondo, l’uomo quella la esegue”. Le principali cariche pubbliche sono affidate alle donne, la povertà è stata sconfitta da tempo, ognuno partecipa al benessere.

Lo dice nel 1888 Julius Vogel, inglese, due volte primo ministro in Nuova Zelanda (fu lui nel 1887 a presentare la legge sul suffragio universale), nel romanzo – pubblicato e tradotto per la prima volta in Italia dalla giovane casa editrice pisana Marchetti Editore (www.marchettieditore.it)- “Anno Domini 2000. Il destino di una donna”. La traduzione è di Nicola Leporini.

Un libro visionario e appassionante che ci fa capire di quanta strada ci sia ancora da fare. In Italia e nel mondo. Un libro in cui l’autore immagina il futuro anticipando letteralmente i tempi, come nel caso di alcune invenzioni per l’epoca rivoluzionarie poi diventate davvero realtà. Vogel non solo prevede il diritto di voto per le donne e il cambiamento della linea di successione al trono britannico (lui la immagina a primogenitura assoluta non più quindi per primogenitura a preferenza maschile, passaggio scattato tra l’altro solo recentemente, nel 2013) ma anche l’uso di aero-incrociatori (14 anni prima del volo dei fratelli Whrigt), telegrafi a mano e altri sorprendenti macchinari pensati per sostituire la manodopera.

Nel vastissimo impero della Britannia Unita, il racconto segue le passioni di Hilda Fitzherbert, 23enne Sottosegretario di Stato per gli Affari Interni. Donna e giovane, una vera ‘utopia’ come è stato definito il genere letterario di Vogel.

“Una volta distrutte le barriere che l’uomo nel suo stesso interesse aveva eretto nei confronti dell’impiego della donna, il progresso della donna in tutte le attività che richiedono giudizio e intelletto è stato continuo e l’entità di tale progresso è enorme. Infatti, si è giunti ad accettare – dice Vogel – che la forza fisica è maggiore nell’uomo mentre la forza mentale è più grande nella donna…. Il progresso è dventato inevitabilmente maggiore perchè si è constatato che le donne mettono insieme le più sottili capacità intellettuali con la facoltà dell’immaginazione, che sono contributi necessari al miglioramento”.

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