Articolo Uno-Mdp: “Manca un candidato, siamo preoccupati”

PISA – L’Assemblea provinciale di Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista di Pisa, riunita
Venerdì 13 Aprile, esprime grande preoccupazione per l’assenza totale, a un mese dal voto del 4 Marzo, di prese di posizione e di iniziative che vadano nella direzione, indicata unitariamente alla vigilia delle elezioni da Civati, Fratoianni e Speranza, dell’avvio del processo costituente di un nuovo partito della sinistra.

Crediamo che Liberi e Uguali abbia il dovere di non sciogliere i ranghi. Un milione e centomila voti, in gran parte di elettorato militante e non di opinione, non sono una forza irrilevante, se si considera che il maggior partito del centrosinistra ha avuto sei milioni di voti.

C’è bisogno, senza ulteriormente attendere i tempi, che saranno probabilmente lunghi e complessi e
su cui noi non avremo la possibilità di esercitare una grande influenza, della individuazione di una soluzione per il governo del paese, di posizioni chiare e di iniziativa politica, sia sulle questioni sociali, sia e prima di tutto su un tema, come quello della pace e della ricerca di una soluzione giusta e negoziata in Siria contro l’escalation di interventi militari che viene preannunciata, che ha
oggi la priorità su ogni altro.

Chiediamo quindi:

a) che si dia seguito, senza ulteriori ritardi, all’avvio del processo costituente di un nuovo partito politico della sinistra, a partire dalle forze politiche che hanno dato vita al cartello elettorale di LeU, ma andando al di là di esse;

b) se questo non fosse in tempi brevi possibile, per l’indisponibilità di alcuni dei soggetti promotori, Articolo 1 MDP, senza chiudersi in una autosufficienza minoritaria che non avrebbe alcun senso, dovrà proporsi come elemento propulsore della costruzione di un nuovo soggetto di sinistra. Se è vero che la sconfitta di Liberi e Uguali è nata dal fatto che la nostra proposta non è stata abbastanza innovativa né per le idee né per le persone che metteva in campo, rispondere da sinistra con una
proposta realmente nuova ad un paese che vuole voltare pagina comporta

1) che la direzione sia chiaramente quella della costruzione di un soggetto nuovo che superi la subalternità al neoliberismo che ha caratterizzato le forze maggiori della sinistra europea dagli anni ’80 in poi e che non venga esclusivamente giocata in funzione dello scontro interno al PD e alle sue possibili evoluzioni, a cui pure dobbiamo guardare con interesse;

2) che il percorso venga strutturato organizzativamente con regole che garantiscano e incentivino
la partecipazione democratica degli iscritti e la formazione di un nuovo gruppo dirigente;

3) che all’elaborazione e all’organizzazione debba accompagnarsi l’articolazione di iniziative
politiche che rispondano alle domande vere, che il 4 Marzo hanno trovato risposte non condivisibili a destra o nel M5S: quelle sul ruolo dello Stato nell’economia, quelle sulla promozione dei diritti dei lavoratori e sulla protezione sociale dei più deboli, quelle sulla redistribuzione del reddito, quelle sul ruolo dell’Europa dopo Maastricht, quella sulla tutela dell’ambiente come valore per uno strumento di sviluppo sostenibile del Paese, quelle sul valore della pace e della diplomazia come risoluzione delle controversie internazionali.

Fonte: Articolo Uno – Mdp

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