Avvelenamento da funghi, la nipote: “Gli avevo detto di buttarli”

CASCINA – Glielo avevo detto di buttare quei funghi. Non mi piacevano per niente”. Lo racconta Daniela Di Ruscio, la nipote di Lino e Luisa e cugina di Simonetta Di Ruscio, i tre morti per aver mangiato funghi velenosi a San Giorgio, frazione di Cascina.

Le salme di padre, madre e figlia sono all’istituto di medicina legale di Pisa a disposizione della magistratura. Le analisi tossicologiche del sangue delle vittime, effettuate da un laboratorio di Firenze, hanno confermato l’avvelenamento. I funghi erano stati trovati da Lino Di Ruscio in un bosco vicino all’abitazione di famiglia. Intanto, è ancora ricoverato nel reparto di pediatria dell’ospedale di Pisa il figlio di 12 anni di Simonetta Di Ruscio. Ieri i sanitari hanno spiegato che gli è stata diagnosticata “una lieve alterazione della funzionalità epatica, guaribile con la terapia adeguata”. Dalla ricostruzione della vicenda è emersa anche una telefonata fatta al 118 dalla famiglia, dopo aver accusato i malori il giorno dopo la cena a base di funghi velenosi. L’Asl pisana, citando la registrazione della telefonata, in una nota esclude che ci sia stata negligenza da parte degli operatori. “L’operatore del 118, appreso che la sera precedente la famiglia aveva mangiato funghi – si legge nella nota – consigliava una visita di controllo al pronto soccorso di Pisa e proponeva l’invio di un’ambulanza a meno che i signori Di Ruscio non preferissero recarsi autonomamente al pronto soccorso. La signora, come si può chiaramente ascoltare nella registrazione, ha optato per i mezzi propri. Il sanitario, comunque, oltre a raccomandare la visita in pronto soccorso, si è messo a disposizione della famiglia se questa ne ravvisasse la necessità e per qualsiasi problema”. (Fonte Ansa)

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