Aziende al collasso. Confcommercio scrive al Governo

PISA – “La situazione delle imprese del terziario è sempre più grave, il Governo Draghi deve intervenire!Federica Grassini, presidente di Confcommercio Provincia di Pisa, aderendo all’iniziativa di Confcommercio Toscana,  ha preso carta e penna e ha inviato un documento direttamente al Governo italiano.

Nel prendere atto della gravità della situazione conseguente alla pandemia, dello stato di enorme difficoltà delle proprie aziende e dell’assoluta inadeguatezza degli indennizzi previsti dal Governo per le attività che, di fatto, da un anno non sono in condizioni di operare” – scrive la presidente rivolta all’Esecutivo – “chiediamo un intervento deciso finalizzato all’accoglimento di poche ma indispensabili e fondamentali richieste. Nella consapevolezza dell’indisponibilità di risorse sufficienti a prevedere indennizzi adeguati alle ingenti perdite registrate negli ultimi dodici mesi da moltissime delle nostre attività, chiediamo di puntare su due diversi obiettivi: il primo, è il drastico abbattimento dei costi per le imprese.  Se non è possibile indennizzarle dei ricavi mancati, per legge e non certo per responsabilità a loro ascrivibili, che almeno si blocchino alcune voci di spesa quali l’imposizione fiscale, a tutti i livelli (locale e nazionale), gli oneri del lavoro (previdenziali e contributivi), utenze e servizi, mutui e oneri bancari, titoli di credito, affitti e locazioni.

Il secondo obiettivo è l’immediata ripartenza del lavoro – aggiunge Grassini – “nella convinzione che la vera, grande necessità per le nostre imprese sia ricominciare a lavorare, e che questo sia possibile solo mettendo in sicurezza la salute della gente. Per questo è necessario puntare su una campagna di vaccinazione massiccia, efficace e tempestiva, che consenta la copertura vaccinale del maggior numero di persone nel minor tempo possibile. I ritardi che si stanno scontando a questo proposito sono una penalizzazione pesantissima per la vita sociale del nostro Paese, ma anche e soprattutto per la salute della nostra economia” .

Più nel dettaglio, Confcommercio chiede una detassazione previdenziale e contributiva del costo del lavoro per almeno tre anni a fronte di un impegno della azienda a non licenziare il personale attualmente in forza;  l’estensione al 30 giugno del 2022 delle moratorie per mutui e finanziamenti; una soluzione per gli affitti e le locazioni in essere, attraverso il credito d’imposta in una percentuale significativa, senza dover obbligare le imprese ad accordi tra le parti.

Nella lettera inviata a Palazzo Chigi la presidente Grassini ha sottolineato l’importanza delle imprese del terziario nella provincia di Pisa. “I servizi producono il 73% del valore aggiunto contro il 21% dell’industria, il 4,1% delle costruzioni, l’1,6% dell’agricoltura. Le imprese del commercio, turismo e servizi market sono 24.000 (su un totale di 44.000), producono 6 miliardi e 208 milioni di Valore Aggiunto, pari al 53% del Pil prodotto da tutto il sistema economico pisano, e garantiscono occupazione per oltre 75 mila persone.  Il permanere di lockdown e restrizioni di ogni tipo espone alla chiusura 10 mila aziende, con ricadute apocalittiche  sui comparti della ristorazione della ricezione turistica, dell’abbigliamento, dell’ambulantato. La provincia di Pisa, fino al Covid, rappresentava il 9% degli arrivi e l’8% delle presenze turistiche regionali, e aveva una quota di arrivi di stranieri (66%) nettamente maggiore rispetto al dato regionale (55%)”.

Per concludere, la presidente di Confcommercio ha evidenziato l’importanza strategica delle infrastrutture. “A partire dalla priorità assoluta, ossia il collegamento ferroviario veloce tra Pisa e Firenze e l’inserimento di Pisa sulla linea dell’Alta velocità, senza dimenticare la necessità di investire in infrastrutture di collegamento veloce con l’area vasta Livorno, Lucca, Pontedera, Versilia, la metropolitana di superficie tra Pisa e il litorale, il turismo fluviale e la golena sinistra dell’Arno.

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