Bambini e l’obbligo di vaccinarsi. Garzella chiede l’estensione della legge dall’Emilia Romagna alla Toscana

PISA – Grande legge di civiltà in Emilia Romagna che obbliga le vaccinazioni ai bambini dei genitori che desiderano iscriverli al nido” – commenta Giovanni Garzella del Gruppo Misto – “Pisa è …” , nel presentare una Mozione in Consiglio Comunale a Pisa per estendere la legge anche in Toscana.

“La legge – aggiunge Garzella – “Misura a tutela della salute pubblica e dei bimbi più deboli”, obbliga coloro che accederanno ai nidi pubblici e privati la vaccinazione per l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B. La legge articolata ha visto il voto favorevole solo della maggioranza di sinistra, ma l’articolo 6, quello che introduce l’obbligatorietà dei vaccini, è stato votato da Pd, Sel, Fdi, Fi; contrario il M5s, astenuta la Ln. Questa legge ha l’obbiettivo di preservare lo stato di salute “sia del minore sia della collettività” con cui il minore stesso viene a contatto può la vaccinazione essere omessa e differita solo in caso di pericoli concreti accertati per il bimbo, “in relazione a specifiche condizioni cliniche”.

Tale requisito d’accesso per i nidi è appunto stato introdotto perché i bimbi che frequentano delle comunità hanno un maggior rischio di contrarre malattie infettive, rischio che aumenta notevolmente in presenza di basse coperture vaccinali, dal momento che virus e batteri circolano maggiormente. Dunque, è importante vaccinare per proteggere tutti i bambini (in forza della cosiddetta “immunità di gregge”, o herd immunity), a maggior ragione i più deboli (immunodepressi, con gravi patologie croniche, affetti da tumori): per loro l’unica possibilità di frequentare la collettività è che tutti gli altri siano vaccinati. Ribadendo che i vaccini sono lo strumento più sicuro ed efficace, individualmente e collettivamente, per proteggere le persone, in particolare i bambini, ho presentato questa Mozione:

Il Consiglio Comunale di Pisa

Preso atto
Della legge che in questi giorni la Regione Emilia Romagna ha approvato “Misura a tutela della salute pubblica e dei bimbi più deboli”.

Valutato che
Per preservare lo stato di salute “sia del minore sia della collettività” con cui il minore stesso viene a contatto è necessaria la vaccinazione che comunque può essere omessa e differita solo in caso di pericoli concreti accertati per il bimbo, “in relazione a specifiche condizioni cliniche”.

Preso atto che
dal gennaio 2015 a oggi sono 74 i casi di meningite in Toscana, di cui 58 da meningococco C. I decessi sono in totale sono stati 13 (7 nel 2016, di cui 6 avevano contratto il ceppo C). La vaccinazione è raccomandata non solo perché protegge chi si è vaccinato, ma perché limita anche la circolazione del virus nei cosiddetti portatori. Il vaccino contro il meningococco C è efficace, ma non protettivo al 100 per cento ma, comunque, il vaccino rende l’infezione meno aggressiva. Ecco perché la vaccinazione è sempre caldamente raccomandata.

Impegna il Sindaco e la Giunta
Di promuovere azioni verso la Regione Toscana al fine di discutere URGENTEMENTE e promulgare una legge con le stesse finalità e che renda obbligatoria anche la vaccinazione per il meningococco C vista la situazione nella nostra Regione.

Giovanni Garzella – Gruppo Misto “Pisa è …”

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