Bancarelle al Duomo: diamo voce alla disperazione dei protagonisti

PISA – La cronaca di questi ultimi giorni è sotto gli occhi di tutti ed è impossibile per i pisani non provare comunque dispiacere per questa vicenda piuttosto dolorosa, che riguarda almeno 50 famiglie a causa del trasloco, imposto dal Comune, delle bancarelle di Piazza dei Miracoli in altro luogo da definire, ma che molto probabilmente potrebbe essere il parcheggio di Via Pietrasantina.

I commercianti che hanno tentato in tutti i modi di fermare questa decisione, anche con lo sciopero della fame e con altre forme di protesta pacifica, si trovano davanti ad un nulla di fatto, che getta ancor più i protagonisti in stati di panico, ansia e sconforto. Il momento economico negativo è aggrevante ulteriore per queste famiglie che ancora ad oggi non sanno, al di là della zona che verrà loro assegnata, quando potranno riprendere il loro lavoro. Così dopo l’inizio dello smantellamento delle prime bancarelle, avvenuto martedì 1° ottobre alle prime ore della mattina, si attende semplicemente di capire, se la proposta dei bancarellai di posizionarsi alternativamente in piazza Manin e Piazza Arcivescovado, sarà presa in seria considerazione dal Sindaco e la sua giunta. A questo proposito abbiamo pansato di dare voce ad uno dei nostri tanti lettori, Lorenzo Fratianna che sta vivendo questo momento drammatico e di grande incertezza, con la speranza che nel frattempo il tavolo delle trattative tra le parti, si imbandisca di nuovi elementi a favore soprattutto di chi, da sempre, colora e anima una delle piazze più belle del nostro Paese.

Lorenzo raccontaci quello che stai vivendo in questi giorni da quando è in corso lo smantellamento delle vostre strutture nella Piazza dei Miracoli.

“In questo momento sta prevalendo il sentimento di rabbia che si mescola allo sconforto più assoluto, anche perchè non pensavamo mai che si sarebbe arrivati a tanto. Tutto è iniziato due anni fa quando ci hanno comunicato che ci avrebbero fatti sgombrare dalla zona, per poter permettere il ripristino di parte del muro del Museo delle Sinopie. Da quel momento è partita una guerra legale che si è conclusa con una sentenza della Consiglio di Stato che ci ha obbligati allo spostamento, ma che entrando nel merito della vicenda, ci ha concesso lo spiraglio di poter ritornare, dopo le operazioni di ristrutturazione, nella nostra originaria posizione, cioè nella via adiacente alla Piazza dei Miracoli. Questa decisione tuttavia secondo il Comune di Pisa spetterà alla Soprintendenza ai Beni Culturali e ad oggi quindi ci stanno spostando senza conoscere quale sarà alla fine la destinazione definitiva.”

Come hai vissuto il momento dello sgombero?

“Anche se la mia struttura non è ancora stata spostata, tuttavia al momento dell’intervento delle ruspe per iniziare lo sgombero, sono stato malissimo, mi sono passati davanti agli occhi tutta la mia vita ma più che altro la fatica e l’impegno dei miei genitori. Era presente anche mio padre che ha addirittura accusato un malore. Per questo trasferimento sono state dispiegate tantissime forze dell’ordine tra Celerini, poliziotti, vigili urbani, guerdie di finanza nenache fosse un’operazione per neutralizzare bande di criminali terroristi, e pensare poi che tutti erano concentrati su come farci allontanare dai nostri negozi, mentre nessuno si è preoccupato di multare o allantanare i tantissimi venditori extracomunitari  magari clandestini, che vendono materiale contraffatto e altro, ogni giorno nelle vie adiacenti alla Piazza. Una vera vergogna che l’opinione pubblica deve sapere.  Che altro aggiungere, mi sento come se mi avessero tolto dignità e più cha altro prospettive per il futuro visto che sono tanti giorni che non stiamo lavorando (dal 13 settembre ndr) e quindi non abbiamo guadagni. Non so per quanto ancora potremo andare avanti così, anche perchè la cosa che mi ha sorpreso e che mi impensierisce molto, è il fatto che le nostre strutture sono state portate ad Ospedaletto, nella zona Expo, invece che nell’area che il Comune ci avrebbe destinato (Via Piatrasantina ndr). Quindi mi chiedo per quanto ancora dobbiamo restare senza lavoro? Si rendono conto i nostri amministratori che molti di noi, per poter gestire questa attività, sono dovuti ricorrere ad alcuni prestiti bancari e che mensilmente quindi abbiamo degli impegni da onorare?”

Ci sono malgrado le divergenze di queste ore, dei punti sui quali invece convergere con l’Amministrazione comunale al fine di trovare nuove soluzioni?

“Abbiamo in questi ultimi giorni fatto una proposta che è stata tardiva solo perchè fino ad oggi mai nessuno ha cercato il dialogo vero con noi. La proposta al vaglio dell’amministrazione in queste ore verte sulla possibilità, cambiando tuttavia strutture, di potersi posizionare  in Piazza Manin e in Piazza Arcivescovado, perchè riteniamo strategica la posizione al fine di non veder compromesso il nostro giro di affari. In più ricordo che la zona nei pressi della Piazza dei Miracoli è molto sorvegliata dalle forze dell’ordine e quindi offre garanzie aggiuntive di sicurezza per le nostre attività, soprattutto la notte. Mi auguro davvero con tutto il cuore che si possa giungere ad una soluzione che per noi possa essere accettabile e che non veda compromessi i nostri guadagni e il nostro futuro.”

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