Battistero di Pisa. Proclamato il vincitore per la realizzazione di quattro vetrate

PISA – E’ stato proclamato il vincitore del concorso internazionale per la realizzazione di quattro vetrate nel Battistero di Pisa, bandito dall’Opera della Primaziale Pisana.

Tra i 57 artisti partecipanti, sia italiani che stranieri, la commissione ha ritenuto di proclamare vincitore l’artista Francesco Mori per l’originalità e la forza dei personaggi unita, in particolare, all’equilibrio e all’armonia con le vetrate preesistenti. Le quattro nuove vetrate andranno, infatti, a completare il ciclo decorativo di 16 vetrate istoriate del Battistero pisano, realizzate nel corso del XIX secolo, sostituendo quelle non più recuperabili. Rappresenteranno San Ranieri, patrono di Pisa, il Beato Paolo Sesto, San Giovanni Paolo Secondo e il Beato Giuseppe Toniolo.

L’intero ciclo è stato sottoposto ad un importante intervento di restauro, realizzato dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” di Torino e sotto la direzione dell’Istituto Centrale di Restauro di Roma, che ha già riportato le dieci vetrate all’antico splendore. Sia il restauro delle dieci vetrate che l’esecuzione delle nuove è cofinanziato dall’Opera della Primaziale pisana e dalla Fondazione Pisa. La realizzazione di quelle nuove sarà affidata alla ditta di Restauro Mellini di Firenze e saranno ricollocate entro il 30 aprile del 2018.

Francesco Mori (Grosseto, 1975) pittore, incisore, calligrafo e miniatore, inizia precocemente il suo percorso artistico come autodidatta. Negli anni universitari in cui studia storia dell’arte, si affida alla guida di alcuni maestri che frequenta a bottega, in un rapporto personale e diretto. L’ammirazione per la magistrale lezione di Pietro Annigoni (1910-1988), lo spinge ad andare a ricercare i suoi allievi e i suoi frequentatori, sotto la cui guida perfeziona la conoscenza delle tecniche pittoriche e del disegno. Frequenta inoltre maestri calligrafi italiani ed europei, quali Anna Ronchi, Klaus Peter Schäffel e Ivano Ziggiotti, esperienza che gli ha permesso di approfondire le questioni stilistiche e tecniche che ruotano attorno alla realizzazione del manoscritto miniato e alla produzione artigianale dei pigmenti tradizionali.

Nel 2006 ha ricevuto il singolare incarico di dipingere una riproduzione della celebre vetrata realizzata da Duccio di Buoninsegna per l’oculo absidale della cattedrale di Siena nel 1288, copia che ha sostituito l’originale, ora conservato nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena. In quest’impresa si sono coniugate le competenze dello storico dell’arte e dell’artista, per dar vita ad un’opera che necessitava, oltre che di una perfetta imitazione dello stile del maestro senese, anche della riproduzione delle lacune e delle alterazioni presenti sulla vetrata antica.

Nel luglio del 2007 Vittorio Sgarbi, per conto della commissione incaricata della ricostruzione del duomo di Noto (SR), ha designato Francesco Mori per la realizzazione delle vetrate della cattedrale.

Francesco Mori è stato scelto tra gli otto artisti selezionati per la fase finale, che comprendeva anche Cinzia Papucci (Firenze), Albano Poli (Verona), John Kenneth Clark (Germania), J. Kenneth Leap (USA), Studio Fenice (Bologna), Flavio Fuga (Venezia), Didier Sancey (Francia).

La commissione giudicante è composta da: S.E. Mons. Giovanni Paolo Benotto Arcivescovo di Pisa, Dott. Pierfrancesco Pacini Operaio Presidente dell’Opera della Primaziale Pisana, Arch. Gisella Capponi Direttrice dell’Istituto Centrale Superiore di Restauro di Roma, Prof. Marco Ciatti Direttore dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Arch. Mauro Ciampa della Fondazione Pisa, Dott. Andrea Muzzi Sovrintendente SABAP per le province di Pisa e Livorno.

A Pisa, a partire dagli anni Quaranta dell’Ottocento, il maggiore impegno dell’Opera della Primaziale Pisana fu il restauro dei monumenti della Piazza del Duomo e in particolare del Battistero. Nell’ambito di questo fervore rinnovativo si collocò la realizzazione delle vetrate istoriate che segnò la nascita di una locale scuola di pittori-vetraisti, destinata in seguito ad operare sul patrimonio vetrario del Granducato di Toscana nonché del Regno d’Italia. La realizzazione delle vetrate istoriate, collocate a quindici delle sedici finestre al primo ordine del monumento, fu quindi una diretta conseguenza dei lavori di restauro del complesso, effettuati dal 1841 al 1865.

Le prime vetrate istoriate furono ordinate a maestranze operanti in stati estranei al Granducato, tra cui Milano e la Francia, ma non incontrarono il favore della comunità artistica pisana, decisa a valorizzare la tradizione toscana. Gli artisti pisani in quel periodo stavano operando, infatti, il rilancio della pratica dell’arte vetraria, riconducibile al fenomeno più generale di rinascita della bottega artigiana che coinvolse la Toscana dell’Ottocento. La formazione dei pittori vetraisti pisani avvenne nell’ambito della locale Accademia delle Arti.

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