Stefano Cateni (PSI): “Le primarie delle idee per il buon governo a Cascina”

CASCINA – Gli ultimi cinque anni hanno reso evidente che il modello di sviluppo, portato avanti dal comune di Cascina, è entrato in crisi a causa di decisioni improvvisate prese fuori da ogni corretta programmazione di alcune amministrazioni pubbliche.

Il Piano Territoriale di Coordinamento della provincia di Pisa prevedeva, e prevede ancor oggi, due punti di sviluppo economico con valenza sovracomunale: la zona commerciale ed il polo scientifico e tecnologico di Navacchio. Dobbiamo prendere atto, purtroppo, che le decisioni concretamente assunte da regione Toscana, provincia di Pisa e comune di Pisa, contrastano con tali previsioni.La variante assunta dal comune di Pisa ha trasformato la zona dei Navicelli da area vocata alla cantieristica ad area commerciale e, il successivo insediamento di Ikea e di catene ulteriori commerciali, ha messo in crisi la zona produttiva di Navacchio provocando, non solo la chiusura delle aziende storiche presenti sul territorio ma annullando, soprattutto, l’appetibilità dell’area riducendone la capacità di attrarre quegli investimenti necessari a creare posti di lavoro e sviluppo. La zona si presenta ormai costellata di strutture, insediamenti incompiuti, capannoni abbandonati ormai in degrado che rendono immediatamente necessari quei provvedimenti di rilancio e recupero dell’area. La situazione che si è poi venuta a creare per il Polo Tecnologico è oggettivamente ingiustificabile: la provincia di Pisa ha dichiarato la struttura non più strategica mettendo in vendita la propria partecipazione. Se il polo, in cui sono insediate 35 aziende con più di 500 addetti, e il cui sviluppo è indispensabile per la tenuta del tessuto economico e sociale del territorio, dovesse far fronte ai 4 milioni e mezzo richiesti dalla provincia entrerebbe in una evidente difficoltà finanziaria tale da comprometterne l’esistenza. E’ poi del tutto incomprensibile la scelta, operata dalla regione Toscana, di concedere al comune di Pisa oltre 5 milioni di euro per la cittadella galileiana subordinando l’attuale profilo museale e turistico al futuro utilizzo di incubatore di imprese innovative che la pone in evidente contrasto con il Polo Scientifico di Navacchio. Il pericolo di un aggravamento dell’attuale crisi occupazionale dovrebbe spingere, invece, all’assunzione di provvedimenti immediati tali da, garantire il mantenimento delle quote del polo detenute dalla provincia in mani pubbliche, facilitare i collegamenti con l’area di Ospedaletto, favorire forme incentivanti di insediamento e rilancio della struttura. Per il futuro, al dopo elezioni comunali, il Partito Socialista di Cascina sostiene, da tempo, che il nostro comune deve assumere un ruolo meno subordinato all’interno del progetto dell’area vasta costiera. Con viva attenzione, guarda quindi a quei movimenti civici, di centro e di sinistra, e a quella parte del Partito Democratico che si muovono in tale direzione; ottenere da Regione Toscana e provincia (ormai ente di area vasta al servizio dei comuni e non, di un singolo comune) politiche di sviluppo urbano e produttivo che invertano la tendenza attuale di trasformare Cascina in un quartiere dormitorio, deve essere l’obbiettivo di tutti coloro che ritengono prioritari rilancio e affermazione di dignità del nostro comune, nell’interesse di tutti i cittadini amministrati.

Fonte: Unione Comunale PSI – Cateni Stefano

By