Roberta Bruzzone a SestaPortaTV: “Logli non è innocente”

PISA – “Non credo assolutamente all’innocenza di Antonio Logli …..” E’ questo il messaggio, forte e chiaro, lanciato dalla nota Criminologa Dr.ssa Roberta Bruzzone negli Studi di SestaPortaTV, intervistata da Massimo Marini sulla sua attività professionale e, logicamente, non poteva mancare un riferimento al caso di cronaca nera che più da vicino tocca la nostra città, vale a dire quello relativo alla scomparsa di Roberta Ragusa.

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di Giovanni Manenti (servizio fotografico di Giorgio Tognettiwww.lefotodigiorgio.it)

CASO RAGUSA. La Dr.ssa Bruzzone ha criticato la decisione del GUP Dr. Laghezza circa il non luogo a procedere nei confronti di Logli in quanto, a suo dire, la Procura di Pisa aveva raccolto prove – ancorché indiziarie – sufficienti per il rinvio a giudizio. Peraltro, la medesima ritiene plausibile che la suprema Corte di Cassazione riveda la sentenza del GUP accogliendo i tre ricorsi avanzati dalla Procura di Pisa, dalla Procura Generale di Firenze e dall’Associazione “Penelope”, con conseguente rinvio degli atti ad un nuovo GUP.

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Il fatto che non sia stato rinvenuto il cadavere della Ragusa – cosa che probabilmente mai avverrà – è sicuramente un elemento a sfavore della Pubblica Accusa, ma ciò non vuol dire che non si possa arrivare ad una condanna anche se il processo viene instaurato solo su testimonianze e prove indiziarie e, comunque, precisa la Dr.ssa Bruzzone, anche nell’eventualità – dalla medesima ritenuta remota – che la Corte di Cassazione rigetti i ricorsi innanzi a lei proposti, ciò non vuol dire che il Logli abbia “garantita” l’impunità a vita, poiché egli è stato “prosciolto” in sede istruttoria e non “assolto” nei tre gradi di giudizio previsti dal nostro ordinamento giuridico, in quanto il reato di omicidio non cade in prescrizione.

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E’ solo in quest’ultima ottica che la Criminologa “giustifica” in parte la decisione del GUP, ipotizzando che lo stesso abbia ritenuto abbastanza vulnerabili in sede processuale le prove acquisite dalla Procura, consentendo alla stessa di continuare la fase investigativa in attesa della decisione della Suprema Corte, prevista orientativamente entro il prossimo mese di gennaio.

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Alle domande del Conduttore se avesse riscontrato delle negligenze nell’attività della Procura di Pisa e se – qualora il Logli venisse definitivamente scagionato – si possa parlare di “Delitto perfetto”, la Dr.ssa Bruzzone ha precisato come, a suo avviso, la Procura possa aver peccato solo in un ritardo nell’individuare in Logli il probabile esecutore dell’omicidio, dando inizialmente eccessivo credito all’ipotesi della fuga di Roberta Ragusa, nel mentre, sul secondo quesito postole, ha “chiosato” sul termine, non intendendo definirlo un delitto “perfetto”, bensì eventualmente un “crimine impunito”.

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CASO STASI-POGGI. Avendo a disposizione un personaggio di spessore, Massimo Marini non poteva certo lasciarsi sfuggire l’occasione di allargare il campo ad altre vicende giudiziarie e, nel mentre sul caso Bossetti/Yara Gambirasio, essendo il processo in corso, la Dr.ssa Bruzzone si è limitata ad un “per me è colpevole”, più approfondita è stata la sua analisi sulla sentenza definitiva di condanna a 16 anni pronunciata dalla Cassazione nei confronti di Alberto Stasi per il delitto di Garlasco. A suo dire è una sentenza che le lascia molti dubbi, in primo luogo per la mitezza della pena – 16 anni – per un delitto così efferato, tanto da indurla a credere che i Giudici non fossero pienamente convinti della sua colpevolezza e poi perché, pur non avendo ancora avuto modo di leggere le motivazioni della sentenza (non ancora depositate …), risulta palese che la “prova schiacciante” per la colpevolezza di Alberto Stasi sia stato il fatto di aver consegnato agli inquirenti scarpe prive di tracce ematiche che non potevano dimostrare che lui – come dichiarato – fosse entrato in casa ed avesse trovato la fidanzata morta, perché in quel caso, con il sangue tutto sparso intorno, si sarebbe sicuramente macchiato le calzature, circostanza che, conclude la Criminologa, fa ritenere che se Stasi fosse “rientrato” in casa dopo il delitto – sempre ammesso che l’avesse compiuto lui – e si fosse conseguentemente sporcato di sangue le scarpe, per l’accusa ora sarebbe a piede libero ….

Una serata interessante e coinvolgente, dunque, come sempre accade, del resto, quando i protagonisti sono personaggi di primo piano a livello mediatico e, sotto questo punto, la Dr.ssa Roberta Bruzzone non ha certo niente da invidiare ad altri personaggi di punta.

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