Bilancio dell’Archivio Comunale storico di Volterra: positivo

Volterra – Il sindaco Marco Buselli esprime soddisfazione per la positività rilevata dal bilancio sul Museo, ad un anno dalla sua riapertura.

«Il bilancio dell’Archivio Comunale Storico postunitario a distanza di qualche anno dall’apertura fa segnare risultati positivi». A sottolinearlo  che spiega come «abbiamo un patrimonio eccezionale che rischiava di marcire in quella che è invece ora la sede recuperata del college universitario della Volterra – Detroit Foundation. All’epoca l’immobile era in condizioni pessime, con vetri rotti, piccioni che entravano all’interno, umido e murature fatiscenti. L’operazione condotta assieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra ha portato alla realizzazione dell’Archivio in località Strada e a farne un centro di ricerca e di contatto con le scuole della città e con le Università. Adesso la commissione per la valorizzazione degli Archivi volterrani, presieduta da Graziano Gazzarri, con gli assessori Raspi e Baruffa, sta lavorando per mettere in sicurezza l’archivio dell’ex Salina di Stato, puntando su una soluzione interna al complesso della Salina». Per quanto riguarda l’Archivio Comunale Storico postunitario, solo nel secondo semestre 2017 le consultazioni, per motivi di studio, sono state novantasei superando quelle del primo semestre (83), mentre undici sono state le consultazioni ai fini amministrativi. Tra gli argomenti di ricerca si segnalano: il Risorgimento italiano negli anni 1866-1870, il Viale dei Ponti, ricerche genealogiche su varie famiglie volterrane, il fantino Francesco Ceppatelli detto Tabarre, le corse alla tonda in Vallebona, gli esercizi storici, la Fondazione Biblioteca e Museo Guarnacci, l’archivio storico comunale, alabastri volterrani, il penitenziario negli anni ’40 del Novecento, il topografo Raffaello Grechi, i caduti della prima guerra mondiale. L’Archivio Comunale Storico postunitario è aperto al pubblico tutti i mercoledì mattina dalle nove alle tredici. «Invito la cittadinanza, oltre agli studiosi e alle scuole, a frequentare tutti i nostri archivi storici – conclude Buselli – poiché rappresentano una fonte inesauribile di informazioni che ci parlano della nostra comunità».

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