Bimba morta in piscina, continuano le indagini. Le precisazioni della Canottieri Arno

PISA – Continuao le indagini per fare chiarezza sulla scomparsa della piccola Rachele Medda, che questo pomeriggio durante un campo estivo della Canottieri Arno, ha avuto un malore ed è stata trasportata subito in ospedale, ma non ce l’ha fatta.

Su tutto questo continuano le indagini dei Carabinieri. La piccola Rachele era figlia di un medico dell’azienda ospedaliera pisana. Il corpo della piccola Rachele, che sarà sottoposto ad autopsia, e’ stato messo a disposizione della Procura, all’istituto di Medicina Legale. Ancora tutto e’ da chiarire. In primo luogo se il malore che ha colpito la bambina e’ avvenuto mentre stava nuotando o quando era fuori dall’acqua. Intanto la società Canottieri Arno intende fare attraverso il suo profilo Facebook alcune precisazioni che proponiamo di seguito.

“La Società Canottieri Arno esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Rachele Medda, colpita dalla tragedia della scomparsa della figlia – si legge in una nota della società sportiva pisana – al momento è in corso un’indagine dei Carabinieri che chiarirà la dinamica di quanto accaduto. La Canottieri Arno, pertanto, non intende per il momento rilasciare alcuna dichiarazione che potrebbe interferire con il doveroso accertamento dei fatti da parte delle autorità competenti, con le quali sta strettamente collaborando. Inoltre, date le voci circolate in queste ore concitate, corre l’obbligo di smentire categoricamente qualsiasi particolare riferito su quanto accaduto la cui diffusione sia stata attribuita alla Canottieri Arno. Si precisa inoltre – prosegue il comunicato – che le attività estive destinate ai bambini organizzate dalla Arno sono gestite da personale qualificato tra cui istruttori federali FIN e persone in possesso del brevetto ufficiale di bagnino rilasciato dalla stessa Federazione Italiana Nuoto”.

“Ci auguriamo che le autorità giudiziarie possano chiarire al più presto la dinamica dei fatti per dare alla famiglia le risposte dovute – conclude la società – nella speranza che questo possa portare un minimo di conforto comunque mai sufficiente davanti ad una tragedia come quella che li ha colpiti”.

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