Bimba morta in piscina, si profila l’ipotesi di omicidio colposo

PISA – Si profila l’ipotesi dell’annegamento e dell’omicidio colposo per la morte di Rachele Medda, la bambina di 5 anni, morta ieri pomeriggio nella piscina comunale di Pisa durante un’attività ai campi estivi organizzati dalla società Canottieri Arno, che ha in gestione l’impianto sportivo.

Le due bagnine in servizio sono state iscritte nel registro degli indagati. Lo conferma la procura di Pisa.

“Si tratta di ipotesi di lavoro preliminari e fatte a garanzia delle persone coinvolte – ha precisato il procuratore Ugo Adinolfi – in attesa dell’esito dell’autopsia che il sostituto procuratore titolare dell’indagine, Sisto Restuccia, affiderà domani al medico legale Luigi Papi per chiarire con esattezza le cause della morte”.

Secondo quanto si è appreso, le due bagnine sentite ieri a sommarie informazioni dai carabinieri hanno fornito dichiarazioni convergenti: la bambina si trovava in acqua quando ha accusato un improvviso malore e si è adagiata sul fondo della piscina a oltre un metro di profondità.

Immediatamente soccorsa, in pochi attimi Rachele aveva perso conoscenza e non si è riusciti, nonostante i ripetuti tentativi di rianimarla, a salvarla. La piccola è morta in ambulanza.

Quando Rachele si è sentita male, secondo quanto si è appreso da fonti giudiziarie, in quel momento in piscina c’erano circa 20 bambini controllati da due bagnine: una che aveva anche il compito di istruttrice in acqua durante le attività e un’altra che dall’esterno sorvegliava la vasca.

In questa fase, tuttavia, l’indagine della procura si concentra soprattutto sull’accertamento della dinamica dei fatti e sulle cause che potrebbero avere provocato il malore fatale prima ancora dell’individuazione di eventuali responsabilità di terzi.

Anche perché le versioni delle due bagnine sono state convergenti nel riferire quanto accaduto in quegli attimi concitati: durante il corso Rachele si è improvvisamente irrigidita ed è andata sott’acqua perdendo conoscenza.

Subito soccorsa e riportata in superficie, la piccola è stata sottoposta alle pratiche rianimatorie che però non sono riuscite a salvarla.

Intanto tutte le attività della Canottieri Arno, la società sportiva che gestisce la piscina comunale, sono state sospese fino a data da destinarsi, così come sono stata chiuse le due sedi del sodalizio.

L’informazione agli utenti è affidata a un cartello posizionato agli ingressi che annuncia la chiusura in segno di lutto.

Intanto, i vertici della Canottieri hanno deciso di intraprendere anche per oggi la strada del silenzio. Nessuno parla per rispetto alla famiglia colpita dalla tragedia, ma anche per non intralciare l’indagine che ha investito le due bagnine.

Le due ragazze indagate per omicidio colposo in attesa dell’autopsia che domani sarà affidata al medico legale Luigi Papi.

Fonte: Ansa

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