“Blocco 3”: lo spettacolo in scena Domenica 3 Dicembre al Teatro della città di Cascina. Le dichiarazioni dell’autore Brandi

Cascina – Si terrà domani, Domenica 3 Dicembre presso “La città del teatro” di Cascina alle ore 17.00, lo spettacolo “Blocco 3” di Fabrizio Brandi (Livorno, 1965), che è sia autore che attore.

La storia che verrà rappresentata vede come protagonista Mario Nesi, di anni undici, nato al Blocco 3,a Livorno, nel popolare e mitico rione della Guglia fra gli anni ’70 e ‘80. Il Blocco 3 è l’edificio che lo vede crescere, all’ombra del suo cortile e di una affollata e picaresca umanità, fra compagni di giochi esuberanti, e vicini di casa molto vicini. Mario, sotto l’ala protettiva del padre un tipico comunista d’acciaio di quei tempi, sviluppa i primi germi di ribellione umoristica e autocoscienza. La voglia di crescere ed emanciparsi, non tarderà a portare le prime trasgressioni e le prime esperienze amorose. L’ironia di Mario forgia il suo personaggio in un ritmo allegro ma non troppo. La narrazione tratteggia con disinvoltura uno spaccato caleidoscopico della profonda umanità che vi si affolla
e affianca Mario nel suo mestiere di crescere e di vivere.

Lo stesso autore Brandi specifica la scelta del palazzo, che dà il titolo allo spettacolo, dicendo: “Blocco 3 è il termine con il quale si dava il nome all’edilizia degli anni 30,durante il regime fascista, perché erano blocchi a scopo contenitivo. Questo è il terzo di sei edifici”.

Fabrizio Brandi si forma alla Scuola di Ricerca Teatrale “Laboratorio Nove” e alla Scuola di Commedia dell’ Arte e dell’ attore comico, diretta da Antonio Fava. Inizia le prime esperienze come attore comico insieme a Paolo Migone. Lavora con Barbara Nativi, Emanuele Barresi,Antonio Fava, Stefano Filippi. E’ attore di televisione e cinema ed ha lavorato con: Paolo Virzì, Roan Johnson, Francesco Bruni, Diego Abatantuono, Eugenio Cappuccio. Negli anni svolge in parallelo un percorso artistico personale realizzando numerosi spettacoli e narrazioni Attualmente impegnato con Francesco Niccolini e Roberto Aldorasi.

“L’emozione che provo – dichiara Brandi – la metto in scena quando recito. Facendo un teatro di narrazione, molto povero, (ad esempio in scena vi è soltanto una sedia). L’emozione più bella è quella che si instaura col pubblico ed emerge soltanto durante la rappresentazione, diverso di volta in volta: spero sia qualcosa di bello”.

 

 

 

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