Bollini rosa: l’Aoup ottiene la ‘Best practice’ con il percorso “Donna-cuore”

PISA – E’ stata premiata anche l’Aoup nell’ambito della III edizione del concorso “Best-Practice” indetto da Onda-Osservatorio nazionale sulla salute della donna, nell’ambito dei Bollini rosa, ossia il network degli ospedali che si distinguono per una particolare attenzione alla medicina di genere. Quest’anno il tema prescelto erano le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel sesso femminile, e le malattie metaboliche (diabete, dislipidemie, obesità).

Sette gli ospedali premiati in tutt’Italia, fra cui appunto l’Aoup, per il percorso diagnostico-assistenziale multidisciplinare “Donna-cuore”, di cui è responsabile la cardiologa Maria Teresa Caputo, dirigente medico della Unità operativa. Medicina I universitaria diretta dal professor Stefano Taddei.

“Per la promozione di interventi multidisciplinari, e integrati con il territorio, di prevenzione primaria e secondaria attraverso screening dedicati alla valutazione del rischio cardiovascolare nelle donne in menopausa”: questa la motivazione indicata dalla giuria del premio, che ha assegnato all’ospedale pisano la Best-Practice. Il percorso – realizzato in collaborazione con i colleghi della struttura di Medicina I (la professoressa Anna Solini e la dottoressa Monica Nannipieri, diabetologhe, e la dottoressa Rosa Maria Bruno, internista) e della Ostetricia e Ginecologia universitaria (dottor Marco Gambacciani) – consente alle donne in menopausa di effettuare, in giorni ed orari prestabiliti, con tempi e costi ottimizzati, uno screening, mediante esami ematochimici e strumentali, per la valutazione e la stratificazione del rischio cardiovascolare, lo screening delle comorbidità (compresenza di patologie diverse in uno stesso individuo) e la prevenzione primaria e secondaria della malattia cardiovascolare. Con i premi assegnati, Onda ha voluto porre in evidenza con un apposito riconoscimento proprio le migliori competenze degli ospedali italiani (network Bollini rosa) nell’ambito delle malattie cardiometaboliche, per contribuire a migliorare la qualità e l’accesso ai servizi sanitari per la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento di queste patologie.

Le strutture vincitrici sono state premiate ieri a Milano, alla Fondazione culturale San Fedele, alla presenza delle autorità cittadine e degli specialisti coinvolti nella tematica. Per l’Aoup erano presenti la dottoressa Caputo e la dottoressa Federica Marchetti, responsabile aziendale del programma “Bollini rosa” (rispettivamente a sinistra e destra, nella prima foto in alto).

Le malattie cardiometaboliche rappresentano un problema molto diffuso tra la popolazione femminile con un significativo impatto in termini di comorbidità e mortalità. Si stima infatti che rappresentino la causa di morte per più di una donna su due.
Dal Libro Bianco sulla salute della donna 2016, promosso da Onda, emerge come le malattie cardiovascolari costituiscano la principale causa di mortalità e disabilità nella popolazione femminile di età superiore ai 50 anni (55% delle donne contro il 43% degli uomini) anche se nel genere femminile queste malattie hanno un esordio posticipato di circa 10 anni rispetto agli uomini, per l’azione protettiva degli ormoni estrogeni. Tra i fattori di rischio, accanto a quelli “tradizionali” come ipertensione arteriosa, tabagismo, diabete mellito, dislipidemie, età e sovrappeso, si evidenziano fattori specifici per il sesso femminile come menopausa, sindrome dell’ovaio policistico, malattie autoimmuni e malattie associate alla gravidanza.
Il diabete e l’obesità, nonostante siano peculiari nella popolazione maschile, nelle donne, se presenti, possono provocare un severo impatto sulla salute in generale comportando l’insorgenza di malattie importanti a livello cardiovascolare, oncologico e muscoloscheletrico.
Il diabete, che nel sesso maschile è l’ottava causa di morte (3,1%) ha un maggior impatto sul genere femminile, essendo la sesta causa di morte con il 3,9% dei decessi totali, con un rischio di malattia coronarica che aumenta da 3 a 7 volte rispetto agli uomini diabetici. Inoltre, le donne diabetiche hanno una maggiore prevalenza di obesità e ipertensione arteriosa, un peggior controllo dei valori di glicemia e colesterolo e maggior rischio di trombosi. Per quanto riguarda il sovrappeso, nonostante sia più diffuso tra gli uomini che tra le donne (44,8% vs 28,2%), così come l’obesità (10,8% vs 9,7%), gli effetti sulla salute variano considerevolmente rispetto al genere. Secondo numerosi studi, sovrappeso e obesità nelle donne sono associati in modo significativo con aumentato rischio di diabete di tipo 2, diverse forme di tumori e malattie cardiovascolari aumentando il rischio di malattia coronarica del 64%, contro il 46% registrato negli uomini. Da qui l’esigenza di un programma di prevenzione strutturato, con attiva collaborazione interdisciplinare, per una maggiore conoscenza della malattia cardiovascolare e delle comorbidità secondo un’ottica di genere.

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