Botta e risposta Ghezzani-Serfogli sulla pista ciclabile dei Navicelli

PISA – Alla interrogazione della consigliera Simonetta Ghezzani (Si) dove viene la terra utilizzata per la sistemazione della pista ciclabile dei Navicelli ecco, qui di seguito, la risposta – tramite l’amministratore della Navicelli spa, Giandomenico Caridi – dell’assessore Andrea Serfogli.

“Nel mese di luglio 2016 – così scrive Caridi – l’impresa ASSO Costruzioni s.r.l. proponeva alla scrivente società il ripristino volumetrico e la sistemazione morfologica della Via Alzaia nel tratto compreso tra la Via di Viaccia e l’intersezione con il prolungamento di Via Isola di Pantelleria.

Tutto questo in seguito alla effettuazione del tratto precedente di una sperimentazione insieme a CNR ed Università di Pisa del Progetto CLEANSED, finanziato dalla Comunità Europea, per utilizzo di fanghi di dragaggio trattati con calce e stabilizzati.

Tale sperimentazione conclusa con successo ha portato ad alzare in un tratto di 100 metri di Via Alzaia il livello della stessa di un metro. Pertanto, per meglio raccordare questo tratto con la rimanente Via Alzaia, abbiamo effettuato il ripristino volumetrico con materiale riciclato e regolarmente certificato CE, prodotto nello stabilimento per il recupero di inerti “LE ROSE s.r.l.”, con sede in Pontedera (Pi), che in virtù dei notevoli quantitativi di materiali disponibili, sarebbe avvenuto a titolo totalmente gratuito e senza alcun onere a carico della S.p.A. Navicelli di Pisa.

Prendendo atto che il tratto in questione era notevolmente dissestato e necessitava di un’intensa, manutenzione   visto l’approssimarsi dell’evento “Navicelli Rowing” che si terrà nel mese di gennaio 2017 e per cui questa risulta essere infrastruttura indispensabile al corretto svolgimento della competizione; in accordo anche con i proprietari terrieri adiacenti al tratto interessato dai lavori, la SpA Navicelli di Pisa in data 05.09.2016 ha presentato al Comune di Pisa una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA n. 3283) .
i lavori sono stati affidati all’impresa ASSO costruzioni s.r.l. con le seguenti prescrizioni:
•Che il piano di imposta doveva avere come punto di riferimento di partenza la quota definitiva dalla strada in asfalto preesistente e doveva raccordarsi alla quota di imposta del ponticello.
•Apporre al tetto del rilevato uno strato di materiale bianco di cava. Allo stato attuale, a causa delle condizioni meteorologiche non sempre favorevoli, – conclude Caridi – non è stata ancora ultimata la posa in opera dell’ultimo strato stabilizzato bianco di cava.”

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