Botta e risposta Ghezzi-Veronese sul turismo a Pisa

PISA – Continua il battibecco a distanza tra il vicesindaco Paolo Ghezzi e il candidato a Sindaco Antonio Veronese Sulla questione Turismo a Pisa.

“Siamo alle solite: appena qualcuno fa presente un problema, l’unica risposta che arriva dal comune è la negazione dei fatti. Dopo 40 anni da imprenditore del turismo ancora non mi riesco a rassegnare alla sordità di questa amministrazione. La città muore e il vicesindaco ci racconta che è tutto a posto, facendo ridicoli distinguo fra dati comunali e provinciali. Lo ripeto: evidentemente per loro, sul turismo, va bene così. Va bene essere la sesta provincia toscana, va bene essere la 29esima città italiana, va bene continuare a non dimostrare nessuna visione per valorizzare le ricchezze incredibili di un territorio che chiede aiuto.

Si citano, nella sgangherata risposta del vicesindaco ai miei cartelloni, Castiglione della Pescaia, Orbetello. Sono territori splendidi, certo, ma Pisa è da meno? Va bene che sia da meno, trattarla da meno, accettare che quello che c’è oggi sia anche lontanamente sufficiente rispetto alle potenzialità della nostra città? E parlando di turismo estivo, visto che questo è il paravento dietro cui il vicesindaco nasconde i fallimenti della sua amministrazione, cosa ha fatto l’amministrazione PD per il litorale pisano? Che risposte ha dato a parte l’insostenibile progetto delle ghiaie?

Credo sia finito il tempo in cui si può pensare di prendere in giro i pisani nascondendo la polvere sotto al tappeto. L’amministrazione comunale dimostra di essere capace solo in una cosa: l’arroganza. L’arroganza di raccontare ai suoi cittadini, ai suoi imprenditori e ai suoi commercianti che tutto va bene, mentre la città affonda in una palude di insicurezza, mala amministrazione e totale assenza di visione per il rilancio.

Io ho fatto l’imprenditore nel turismo per 40 anni. A fronte della denuncia, l’ennesima, dello stato delle cose a Pisa, tutto quello che ricevo in cambio dall’amministrazione sono attacchi e negazione della realtà. E’ per questo che mi sono messo in gioco in prima persona. Per spezzare le catene di un potere arrogante e immobile che tiene imprigionata la nostra magnifica città”.

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