Il busto di Rose Montmasson. Andrea Buscemi: “Un esempio femminile di coraggio”. Le foto

PISA – Pomeriggio di gran gala quello svoltosi venerdì 12 ottobre nell’atrio di Palazzo Gambacorti per celebrare la figura di Rose Montmasson, eroina “dimenticata” del nostro Risorgimento, ed anche dalla nostra città, se vogliamo, visto l’averne reperito negli scantinati del Palazzo Comunale il busto in marmo realizzato da Salvatore Grita e che ha viceversa trovato la sua giusta collocazione accanto alla carrozza usata da Giuseppe Garibaldi durante il periodo trascorso nella nostra città.

di Giovanni Manenti
Oltre alla collocazione della citata scultura, l’evento ha visto la presentazione del libro “La Ragazza di Marsiglia” dedicato alla Montmasson, su introduzione di Enrica Teresa Vignoli ed alla presenza dell’autrice, la Professoressa Maria Attanasio, una lettura che ripercorre la straordinaria vita di una donna che, in contrasto con i canoni dell’epoca, non esita a combattere per i propri ideali e, nonostante l’incontro con lo statista Francesco Crispi, avvenuto proprio a Marsiglia, da cui il titolo del libro, di cui diviene successivamente moglie, riesce a convincere il generale Garibaldi a farla unire, lei unica femmina, alla storica “Spedizione dei Mille”, passo decisivo verso l’unità d’Italia proclamata nel 1861.
Senza alcuna remora ad imbracciare anche il fucile contro l’esercito borbonico, la Montmasson svolge la sua più importante mansione nel prendersi cura dei feriti, tanto da meritarsi l’appellativo di “Angelo di Calatafimi”, co riferimento alla celebre battaglia, anche se le sue scelte incideranno in ambito familiare, con l’oramai divenuto uomo di Governo Crispi a richiedere l’annullamento del matrimonio contratto, onde poter riconoscere i figli illegittimi avuti da ben due altre donne, e Rosalia, come era oramai comunemente chiamata nel Bel Paese, ad acconsentire previa corresponsione di un assegno annuale, ritirandosi a vita privata e cadendo in un anonimato che mal si confaceva alla sua indole, dimenticata da quell’Italia che lei stessa aveva in qualche modo contribuito a creare.
A degno corredo di questa intensa celebrazione, si è esibito al pianoforte il Maestro pisano Sandro Ivo Bartoli, che ha eseguito dei brani di Franz Liszt, coetaneo della protagonista dell’evento, in uno dei quali accompagnato anche dalla violinista canadese Debra Fast, un’esibizione che ha incontrato il gradimento dei numerosi spettatori intervenuti a riempire i posti messi a loro disposizione.
Ovviamente soddisfatto della riuscita dell’evento il promotore dello stesso,  l’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa Andrea Buscemi, il quale ha tenuto a sottolineare: “È stato giusto celebrare una grande figura femminile, in merito alla quale dobbiamo rivedere quelle che sono le nostre convinzioni circa il fatto che la storia sia stata fatta esclusivamente dagli uomini e Rosalie Montmasson è un esempio di coraggio, sia nell’aver superato tutta una serie di pregiudizi che all’epoca colpivano l’universo femminile che affrontato, lei unica donna, una spedizione rischiosa come quella dei Mille, ed era pertanto doverosa ricordarla come emblema di una figura eroica che ha seguito un grande ideale, dimostrando come le battaglie debbano essere combattute inseguendo tale tipo di motivazione, e questo è altresì il significato della collocazione del busto – di cui non va sottaciuto il nome dell’autore, il famoso scultore siciliano Salvatore Grita – proprio vicino alla carrozza usata durante la sua permanenza a Pisa, dopo essere stato ferito in Aspromonte, da quel Giuseppe Garibaldi che le aveva consentito di far parte della sua spedizione”. 
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