Cade un altro Diritto, quello di Cronaca: riflessioni di un lungo cammino iniziato venti anni fa

PISA – Cade un altro diritto, quello di cronaca, quello di raccontare o di vedere brevemente i gol della propria squadra in pochi istanti, da un idea innovativa e tecnologica quanto vogliamo, ma non ancora matura se si pensa che possa essere attuata da subito in un campionato già dalle mille difficoltà come quello della Lega Pro.

Ma noi, prima di arrivare a questo vogliamo rifare la storia dei diritti tv dall’avvento delle pay tv, che hanno cambiato le domeniche e i modi di vivere dei tifosi, ma soprattutto hanno dato una svolta, negativa, al baraccone calcio.

Esattamente una ventina di anni fà ci fu l’ingresso della pay tv nel campionato italiano di serie A, che rivoluzionò tutto il mercato. Infatti nel 1993 avvenne questa svolta che condizionò pesantemente squadre, campionati e il mondo televisivo (basti vedere orari assurdi delle gare e calendari impazziti), disorientando e creando molti problemi ai tifosi.

Le televisioni, approfittando delle loro ingenti risorse, si accaparrarono in modo graduale e crescente tutti gli eventi agonistici principali; dai tornei di calcio più importanti,mondiali compresi, a tutti gli altri eventi sportivi di maggior richiamo. Tuttociò lasciando spesso le briciole, alla concorrenza pubblica e privata. Gli stessi canali a pagamento, acquistando gran parte del pubblico, decidono quali debbono essere i diritti economici delle società agonistiche e la loro percentuale attraverso opinabili criteri di suddivisione.

Ovviamente parliamo della situazione italiana, visto che all’estero (esempio in Inghilterra dove sono nate queste piattaforme a pagamento) i diritti sono distribuiti in modo più equilibrato e la concorrenza è maggiormente tutelata dalle leggi statali. Infatti pur non mancando esempi europei di eccessiva concentrazione mass-mediatiche le leggi nazionali regolano questo importante mercato, grazie ad una presenza forte dello stato e all’assenza di conflitti di interesse tra legislatori e beneficiari.

I campionati minori professionistici (parliamo ovviamente di Lega Pro e Prima Divisione) e le società che vi partecipano non avendo copertura televisiva dalle suddette piattaforme hanno visto lentamente ridursi gli introiti, sia in forma diretta dalla Federazione, che al contempo esige un’onerosa tassa d’iscrizione,sia indiretta con modeste sponsorizzazioni e scarsa pubblicità.

Oltre tutto questi club, come la polemica e l’eventuale sciopero dei calciatori insegna, sono soggetti ogni anno a continue e inutili sperimentazioni dietro alle quali c’è solo, nel migliore dei casi, improvvisazione. D’altronde è abitudine in ogni settore della realtà italiana, far ricadere tutte le decisioni prese dall’alto, peraltro da personaggi che interpretano il proprio ruolo, risultando raramente adeguati, in modo poco istituzionale e del tutto personalistico, verso soggetti più deboli che devono sopportarne tutto il peso.

A cascata il tutto si è riversato sulle emittenti locali, spesso espressione di piccole realtà, che hanno visto ridursi i loro spazi spesso occupati dalle televisioni generaliste, alle quali rimane sempre meno da trasmettere. Tutto queste situazioni di monopolio, tutelate da finti liberali in nome del diritto acquisito all’esclusiva, condiziona in modo pesante non solo lo spettacolo sportivo (per esempio limitando i successi ad un numero circoscritto di squadre) ma soprattutto i diritti che dovrebbero essere più tutelati e i primi ad esser considerati dai legislatori, ovvero quelli dello spettatore.

Dalla stagione che sta per iniziare, mancano ormai sette giorni, non ci sarà più il Diritto di Cronaca (ci hanno tolto anche quello), da esercitare nelle sintesi (o highlights come preferite) di tutte le televisioni o web tv. Dal 1 settembre, sempre se il campionato partirà quel giorno, ogni singola società di Lega Pro dovrà organizzarsi autoproducendosi il montaggio dei filmati della propria partita o appoggiandosi comunque a una tv o ad un bravo tecnico che faccia il tutto per conto delle società stessa entro un ora dalla fine della gara. Il tutto andrà messo a disposizione della Lega Pro che immetterà nel circuito tutti i gol della giornata, per dare maggior lustro e visibilità (così e’ stato detto) alla Lega Pro. Sarà un compito per niente facile anche perche la Lega Pro non e’ la serie A e la serie B, ma ormai il dado sembra tratto, e dunque dovremo arrenderci anche a questo “sopruso” giornalistico che impedirà a tutti i nostri colleghi, a cui va tutta la nostra solidarietà, di svolgere il proprio lavoro di ripresa e montaggio, togliendo loro proprio quel “diritto”, non più tale.

MARCO FEDERIGHI

L’IMMAGINE SOTTO E’ TRATTA DA REPUBBLICA.IT

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