Calambrone, demolita la baracca dell’orrore

PISA – Con la comunicazione del dissequestro giudiziario da parte della Corte di Assisse d’Appello di Firenze, il Comune di Pisa, rientrato in possesso dell’immobile, ha dato il via alle operazioni di demolizione della struttura fatiscente, che fece da scenario alla morte della piccola Samantha nel 2016.

La Giunta Comunale aveva già approvato a maggio del 2019 una delibera in cui si dichiarava di procedere all’abbattimento di alcuni manufatti di proprietà comunale che rappresentavano elementi di degrado, visto lo stato fatiscente in cui versavano da molti anni. Quattro le strutture ormai abbandonate e danneggiate, con problemi di pericolosità strutturale, igienica e ambientale che l’Amministrazione, nell’impossibilità di recuperarle ed alienarle, ha individuato e provveduto a demolire, fatta eccezione per la baracca di Calambrone, all’epoca ancora sotto sequestro giudiziario. Nel periodo di maggio-giugno 2019 Pisamo ha infatti provveduto a rimuovere un chiosco in via Litoranea di fronte al Bagno Marco Polo, un manufatto sul viale del Tirreno sul lato mare, un altro chiosco sulla via Litoranea davanti al Campeggio Internazionale.

Le operazioni di demolizione della baracca di Calambrone sono iniziate nei giorni scorsi ad opera degli operai di Avr e termineranno entro la fine del mese di marzo (una volta trascorsi i 30 giorni previsti dalle procedure dall’azienda USL per lo smaltimento dell’amianto), insieme ad una complessiva operazione di bonifica dell’area e della zona adiacente, dove si provvederà anche a rimuovere un gazebo abusivo, costruito in parte sull’area di proprietà comunale.

“Con l’abbattimento di questo manufatto – ha dichiarato il sindaco Michele Conti – si conclude l’iter di una vicenda tra le più drammatiche e gravi che la cronaca locale ci ha riservato negli ultimi anni. Una volta concluse le esigenze istruttorie, che mantenevano attivo il sequestro giudiziario, siamo rientrati in possesso dell’immobile e abbiamo disposto la demolizione della struttura, per porre fine definitivamente ad una vicenda tragica, che si è alimentata in uno scenario di degrado, emarginazione e violenza. Uno degli obiettivi prioritari della nostra Amministrazione è stato fin dall’inizio del mandato l’eliminazione di tutti i contesti abbandonati all’incuria presenti sul territorio comunale, in cui più facilmente si annidano sacche di degrado e di illegalità che possono favorire episodi di violenza e di delinquenza come purtroppo è successo nel caso di Calambrone”.

“Con la demolizione di oggi – prosegue il sindaco Conti – portiamo avanti un intervento più complessivo di recupero del decoro urbano sul litorale, un piano che abbiamo avviato lo scorso anno, con l’asfaltatura di oltre 30 strade, l’investimento in opere a verde con i impianti floreali realizzati su tutto il lungomare di Marina di Pisa e in piazza Belvedere a Tirrenia, la pulizia dell’area ex-Ciclilandia, con l’asportazione di 64 quintali di rifiuti, la risistemazione dell’area boschiva nei pressi del Bagno La Vela, l’istituzione del centro operativo di Pisamo a Marina, che ha raccolto segnalazioni e eseguito interventi di pulizia e manutenzione di strade e aree verdi con personale direttamente sul posto per tutto il periodo estivo”.

“Con l’abbattimento della baracca di Calambrone – conclude il vicesindaco Raffaella Bonsangue – portiamo a compimento un atto di indirizzo della Giunta comunale dopo aver sollecitato più volte l’autorità giudiziaria ad emettere il provvedimento di dissequestro, considerata la cessazione delle esigenze istruttorie e la conferma della condanna all’ergastolo nei confronti dell’imputato. Era una dovere morale dare completa esecuzione al provvedimento dell’Amministrazione, in ossequio alla memoria della piccola Samantha, che, come altri soggetti di minorata difesa, in contesti di degrado socioeconomico, rimangono vittime innocenti della violenza indiscriminata proprio degli di quegli adulti che invece dovrebbero tutelarli. Per questo motivo, è intenzione dell’Amministrazione provvedere a installare una targa o un cippo al posto della baracca, perché si perpetui il ricordo della bambina che ha subito un ingiusto sacrificio. Un dolore che l’intera comunità si porterà dentro e che nessuno di noi potrà mai rimuovere dalla propria memoria.”

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