Calci. La Fiera di Sant’Ermolao non mette tutti d’accordo

CALCI – “Quando gli interventi sono costruttivi e quando il dialogo si trasforma in slanci propositivi, concreti e stimolanti i benefici ricadono sul paese e su tutti i cittadini. Quando le polemiche sono sterili si rischia di ingenerare confusione”. Così l’amministrazione comunale di Calci all’indomani delle polemiche sollevate dalla minoranza in ordine alla fiera di Sant’Ermolao, la “tre-giorni” patronale che si è svolta in Valgraziosa lo scorso fine settimana.

LA RISPOSTA DEL COMUNE DI CALCI. Alla base della scelta del Comune di Calci la volontà di realizzare, sebbene in un periodo complicato caratterizzato dall’aumento dei contagi a livello nazionale, una forma ridotta di fiera che, pur essendo limitata da accorgimenti ed esclusione di larghi eventi di piazza, garantisse la possibilità di non rinunciare alla storica tradizione della festa patronale, e al tempo stesso, di lavorare agli operatori dello spettacolo e agli gli operatori come i bancarellai specialistici delle fiere. Non è un caso che proprio in questa direzione sia giunto all’amministrazione il plauso di Confesercenti per aver realizzato la fiera, contrariamente a scelte fatte da altre amministrazioni per eventi similari o anche più di richiamo.

Al tempo stesso siamo pronti a spalancare le nostre porte, a partire dall’edizione 2022 se sarà finalmente un’edizione “post-pandemia”, a chiunque vorrà offrire un contributo costruttivo per il rilancio – si legge in una nota del Comune di Calci -. Storicamente la fiera è sempre stata oggetto di critiche nei confronti dell’amministrazione comunale tanto che, per molti anni, ogni estate regolarmente uscivano commenti ed articoli del tipo “Sant’Ermolao luci e ombre”. Proprio per questo fin dall’insediamento della giunta Ghimenti, il Comune ha scelto di aprire ancora di più l’organizzazione di Sant’Ermolao al tessuto associativo locale “perché la fiera non è la fiera dell’amministrazione ma è quella dei bambini, delle famiglie e del paese. Motivo per cui abbiamo richiesto il contributo delle tante associazioni – fortunatamente molto attive e propositive sul nostro territorio – per offrire un ventaglio di proposte inclusive e partecipative. E così è stato, come confermano foto e presenze dall’edizione 2015 fino a quella 2019, con forti presenze in paese, piazze piene e spettacoli molto apprezzati”. “In linea generale – questo indipendentemente dalla pandemia – occorre poi ricordare, anche se appare del tutto evidente a chi conosce il paese, che una fiera che cade in un fine settimana agostano, uno fra i più caldi dell’anno, non invogli certamente le persone a passeggiare per le vie del centro alle 15 o alle 16 del pomeriggio con 35 gradi – replica l’amministrazione alle foto diffuse dalla minoranza -. Pertanto a fare “la differenza” sono le presenze agli stand gastronomici e agli spettacoli serali e, conseguentemente, sul percorso fieristico”. Quest’anno, complice la precisa e determinata scelta di non realizzare spettacoli diffusi ed eventi di piazza (per contenere i rischi), e l’impossibilità di stand gastronomici, vi è stato un fisiologico calo di presenze sul percorso della fiera mentre le serate di spettacolo al teatrino degli ulivi hanno registrato il tutto esaurito per tutti e tre gli eventi.Un’altra precisazione doverosa riguarda poi i banchi: “La minoranza non può far credere ai cittadini che esista la possibilità di scegliere i banchi da far partecipare alla fiera – interviene l’assessore alle attività produttive Stefano Tordella -. Infatti ci sono i banchi fissi del mercato e quelli a spunta e l’accesso avviene secondo ben precise regole del commercio. Altro che limitazioni imposte dal Comune!“. “E d’altronde, al netto del polverone alzato dall’opposizione – conclude il Sindaco, Massimiliano Ghimenti -, un dato parla chiaro: i banchi di dolciumi, quello dei giochi per i bimbi, del produttore agricolo locale e quelli del cibo, ivi compresi due posti a spunta (che se non avessero lavorato se la sarebbero data a gambe levate senza alcun obbligo di restare neppure una giornata intera), sono rimasti tutte e tre i giorni al loro posto, pur potendo, da regolamento, non allestire uno dei tre giorni. Questo significa che, in qualche misura, hanno lavorato e comunque scelto di esserci. Anche da questa volontà e da questi punti certi siamo pronti a ripartire non appena la pandemia sarà sconfitta. In sostanza, bene chiarirlo, abbiamo fatto una scelta calcolata che ha consentito di contenere i rischi, ha avuto spettacoli con tutto esaurito e meno persone “sul corso”. Non siamo certo entusiasti di aver dovuto operare in questo modo ma, come sempre, siamo pronti a rimboccarci le maniche per ripartire dai successi avuti fino al 2019 ed a far ripartire il necessario percorso di crescita per la nostra Fiera“.

LA MINORANZA. A scatenare le polemiche era stata la minoranza Uniti per Calci l’indomani della chiusura della Fiera. “Le immagini della desolazione di quest’anno, con quei pochi banchi in Via Roma e Piazza Cavallotti, rappresentano — purtroppo — il fallimento della nostra fiera di Sant’Ermolao. Un tempo era di richiamo, per bellezza e varietà, anche dai paesi vicini, ma ormai è in costante declino. La responsabilità è imputabile unicamente all’Amministrazione, incapace di valorizzare e conservare questo patrimonio nel tempo. La fiera, infatti, non è solo un momento commerciale, ma è anche, e soprattutto, il rinnovare una tradizione in cui il popolo di Calci si riscopre”. Quest’anno la fiera sarebbe potuta essere di stimolo per una rinascita, dopo i recenti tempi oscuri, purtroppo non ancora finiti. È stata invece motivo di un duplice sconforto: quello moral-popolare di una tradizione perduta e morente, unito a quello della decadenza turistico-commerciale, che ormai da qualche anno a Calci non conosce arresto. “Le parole del Sindaco, che ha sottolineato come fosse importante la fiera per far lavorare gli operatori del settore, lasciano attoniti, se solo pensiamo alle presenze scarsissime e al fatto che alcuni ambulanti, intorno alle 20 della domenica, se ne sono andati. Questa è la conferma, se ce ne fosse bisogno, della necessità di darsi molto da fare, indipendentemente dal problema Covid, affinché le immagini desolanti della fiera diventino solo un brutto ricordo. Calci deve tornare a brillare per tutti, anche per chi afferma che la nostra è solo sterile polemica, ma non comprende — o meglio non vuole riconoscere — la preoccupazione e l’amore che abbiamo per la nostra terra e le nostre tradizioni”.

CONFESERCENTI. Sulla fiera è intervenuta anche Confesercenti pronta anche a gestire direttamente la fiera. “Era importante che la Fiera di Sant’Ermolao si svolgesse. Apprezziamo quindi la scelta dell’amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Ghimenti e dell’assessore Tordella, di tenere l’edizione 2021 come consentito dalla normativa. Decisione tutt’altro che scontata visto le scelte di altri Comuni che in alcuni casi hanno annullato gli eventi anche quest’anno. Questa edizione deve però darci lo spunto per lavorare da subito ad un rilancio importante in vista del 2022”. E’ Anva, il sindacato ambulanti di Confesercenti Toscana Nord, con il suo responsabile fiere Marco Marinai ad intervenire dopo l’edizione della fiera di Calci dedicata al patrono. “Per il nostro settore le difficoltà sono enormi – aggiunge Marinai -. Tanti operatori lavorano solo negli eventi fieristici, e per loro il lockdown iniziato a marzo 2020 non è ancora finito. Le incertezze del governo ricadono sui Comuni che in molti casi scelgono la strada più facile, quella cioè di annullare gli eventi. Calci ha avuto la lungimiranza di svolgere comunque la fiera e di questo ringraziamo l’amministrazione, pur consapevoli che l’edizione sia stata ancora pesantemente condizionata dall’emergenza covid”. Per questo Confesercenti  guarda già al 2022 con il responsabile area pisana Simone Romoli “Siamo disponibili da subito a sederci ad un tavolo con l’amministrazione comunale – sottolinea Romoli – per programmare l’edizione del prossimo anno. Anche apportando alcuni correttivi. Pensiamo ad esempio alla durata, forse da ridurre di un giorno, ad un coinvolgimento effettivo delle attività commerciali a posto fisso e dei produttori locali, un piano di comunicazione efficace e una collocazione che migliori il collegamento tra i banchi e l’area giostre”. La conclusione del responsabile fiere Marinai: “Disponibili anche a gestire direttamente la parte della fiera mettendo a disposizione le nostre professionalità in grado di organizzare eventi collaterali”.

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