Calcinaia, un sistema educativo e scolastico per rispondere alle esigenze dei cittadini

CALCINAIA – Non bastano certo poche e non approfondite critiche per smontare un sistema complesso e articolato, come quello che riguarda l’educazione e la formazione scolastica nell’Unione dei Comuni della Valdera.

E’ quello che pensa Lucia Ciampi, sindaco delegato all’istruzione dell’Unione, di fronte alla polemica recentemente innescata da Sì Toscana a Sinistra rispetto a questo delicato tema.

“Frutto di un lungo e ragionato percorso – spiega il sindaco Lucia Ciampi – caratterizzato dal confronto, dalla condivisione e dalla messa a sistema di buone pratiche, il sistema educativo e scolastico nella zona della Valdera rappresenta un modello innovativo adottato fin dal 2010. Da allora è stato costantemente monitorato nei risultati e adattato alle esigenze che si sono nel tempo manifestate con maggiore evidenza”.

“In riferimento ai servizi all’infanzia a cui Sì Toscana a Sinistra si è riferita nella sua ultima nota stampa – continua Ciampi -, l’Unione Valdera ha implementato negli anni un sistema integrato pubblico – privato per rispondere a un’esigenza tanto concreta, quanto urgente: quella di garantire l’accesso ai servizi educativi per la fascia 0-6 anni a fronte di una massiccia domanda, in modo da assicurare questa importante possibilità al più alto numero di famiglie possibile. Non si tratta solo di libertà di scelta da parte dei genitori: l’assenza di un simile sistema avrebbe sicuramente portato a negare a molti padri, madri e soprattutto bambini il diritto di usufruire dei servizi educativi stessi. Tutto ciò è stato realizzato perfettamente in linea con il Testo Unico della Normativa della Regione Toscana in materia di educazione, che prevede appunto che gli enti locali promuovano lo sviluppo integrato di attività e servizi nel settore dell’educazione”.

“Parlare di “esternalizzazione” dei servizi educativi, così come si legge nel comunicato di Sì Toscana a Sinistra, è dunque un’impropria semplificazione. La scelta che si è imposta a livello locale, ma anche regionale, è frutto di realismo, in presenza di una contrazione delle risorse, di vincoli di spesa e di personale che impediscono di fatto investimenti e, soprattutto, rendono impossibile la gestione in proprio ex novo di asili e scuole materne”.

“Basta informarsi – prosegue Ciampi – per capire che l’approccio adottato dall’Unione in questo campo non consiste in nessun modo nell’erogazione di soldi pubblici a scuole private, ma in buoni servizio alle famiglie i cui figli frequentano un nido o a una scuola materna paritaria. Questo sistema viene utilizzato dalla Regione Toscana per i nidi accreditati e per le scuole dell’infanzia paritarie dall’anno scolastico 2013/14. Si tratta, tra l’altro, di una metodologia che viene impiegata da anni in tutta Europa, con buoni risultati”.

“Per quanto riguarda nello specifico i nidi, sul territorio della Valdera ce ne sono circa una trentina: quelli comunali sono quattro, mentre tutti gli altri sono privati accreditati. Questi ultimi rappresentano un ambito di forte sviluppo per l’imprenditorialità femminile e giovanile: si tratta infatti in prevalenza di realtà gestite da cooperative di giovani educatrici”.

“Per quanto riguarda invece le scuole d’infanzia paritarie, alcuni anni fa abbiamo raggiunto uno storico accordo con la Fism (Federazione Italiana Scuole Materne) di Pisa che ha previsto, a partire dall’anno scolastico 2012/13, l’equiparazione alle scuole paritarie che fanno parte della Federazione (scuole dell’infanzia cattoliche o di ispirazione cristiana) dei criteri per le tariffe, con l’applicazione delle fasce di reddito Isee”.

“In entrambi gli ambiti (nidi e scuole materne), l’allarmismo di Sì Toscana a Sinistra è senza fondamento – precisa il sindaco Ciampi -. Gli “Indirizzi per il sistema educativo e scolastico nella zona Valdera”, approvato dall’Unione nel Maggio 2010, prevede infatti per le realtà private che fanno parte del nostro sistema l’obbligo di rispettare le medesime regole a cui è sottoposto il servizio scolastico – educativo pubblico. Per fare qualche esempio, le norme relative al numero degli iscritti in una struttura, alla composizione numerica delle sezioni, al numero di insegnanti per utenti, ai requisiti e ai titoli per l’insegnamento, alla formazione per gli insegnanti, ai regolari contratti di lavoro dei dipendenti. Allo stesso modo, gli standard di qualità richiesti alle scuole materne paritarie e ai nidi accreditati sono i medesimi di quelli garantiti dal servizio pubblico: mi riferisco alle strutture scolastiche, nei termini della sicurezza degli spazi, dell’igiene e dell’accessibilità, ma anche all’aspetto didattico – pedagogico. A quest’ultimo ambito è stata dedicata un’attenzione particolare attraverso l’istituzione del Coordinamento Pedagogico Unitario che si occupa della formazione e del continuo aggiornamento in tutte le strutture educative, sia pubbliche che private. La sua funzione è quella di assicurare uniformità pedagogica e sinergia educativa. Il rispetto di tutti questi parametri viene costantemente controllato e monitorato”.

E infine un’ultima precisazione relativa alle politiche nazionali riguardanti l’edilizia scolastica. “Altra inesattezza da sfatare, numeri alla mano – conclude Lucia Ciampi -, è l’accusa mossa da Sì Toscana a Sinistra nei confronti dello Stato circa la mancanza delle risorse necessarie a rendere sicuri gli edifici scolastici. Basti pensare al Bando Nazionale stabilito dal Decreto Legge n. 104 del 2013, poi convertito dalla legge 128 del 2013, che ha sancito la possibilità per le Regioni di stipulare mutui agevolati con la BEI (Banca Europea degli Investimenti), con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato, per mettere a nuovo o costruire ex novo edifici scolastici. Ebbene, attraverso questo bando, il Governo ha stanziato 900 milioni di euro per l’edilizia scolastica, 50 dei quali per la Toscana. Nell’anno in corso, tre Comuni della Valdera (Calcinaia, Capannoli e Terricciola), hanno ottenuto su questo fronte cospicui finanziamenti”.

By