Calcio & Affari. Gattuso e Madonna acquistano i Trovatelli per 8mln di euro

PISA – L’Aoup oggi ha venduto, con rogito notarile, il complesso immobiliare dei Trovatelli a favore della Sagabri Srl, società composta in quota parte Savimag srlr, società del gruppo Madonna e da Gabriela G.R. s.r.l. riconducibile a Gennaro Gattuso, al prezzo di 8 milioni di euro, in linea con le stime dell’Agenzia delle entrate.

Questa vendita consentirà all’Aoup di disporre di nuove risorse per il finanziamento dei propri programmi di investimento.

La trattativa è iniziata lo scorso anno con l’acquisizione della proposta di acquisto del complesso storico, rimasto invenduto nonostante le ripetute aste susseguitesi negli anni.

L’immobile si estende su una superficie lorda di circa 5.800 mq, con aree esterne di circa 1.300 mq e accessi da via Santa Maria, piazza dell’Arcivescovado, via Don Gaetano Boschi e con affaccio su Piazza del Duomo.

E’ costituito dall’antico Ospedale dei Trovatelli, dalla Fabbrica delle Balie, dalla Casa Rifugio dei Poveri e dalla “Chiesa di San Giorgio ai Tedeschi” o “dei Tedeschi”, nota anche come “Cappella SS. Innocenti” presentandosi architettonicamente molto articolato.

Riveste un indubbio interesse storico artistico quale testimonianza dell’evolversi della struttura assistenziale e ospedaliera in Pisa oltre che rilevante nel tessuto del centro storico per la sua posizione in piazza del Duomo con affaccio sulla Torre di Pisa.

Il corpo più antico del complesso risale al 1300 e comunque nella sua interezza presenta elementi decorativi che documentano le trasformazioni avvenute attraverso i secoli, dal Trecento al Settecento, all’Ottocento (edm)

Notizie storiche

La Fondazione dell’Ospedale dei Trovatelli risale al 1315, quando i soldati Pisani, affiancati da soldati teutonici, assoldati dalla Repubblica Pisana, combatterono e vinsero il 29 agosto dello stesso anno la famosa battaglia di Montecatini, combattuta a Monsummano Terme, contro i soldati fiorentini. Con il ritorno a Pisa dei vincitori, si decide di erigere una chiesa, che prende il nome di “Chiesa di San Giorgio dei Tedeschi, o dei Teutonici”; edificata in onore e ricordo dei cavalieri, caduti sul campo di battaglia a fianco dei soldati pisani. Il 12 agosto del 1316 viene stipulato il trattato di pace, nel quale i pisani si impegnano ad erigere un Ospedale, per l’assistenza ai bisognosi, denominato della Pace o del Principe, in suffragio dei principi Filippo e Carlo, rispettivamente fratello e nipote del Re Lorenzo D’Angiò. Nei primi anni del quattrocento, l’Ospedale di Santo Spirito “trovetellorum pisanorum” e l’Ospedale dei Trovatelli di San Domenico, fondato dal Beato Vernagalli nel 1218, confluiscono in un’unica struttura, l’Ospedale della Pace di via Santa Maria, con l’obbiettivo di accogliere i bisognosi e i pellegrini, presenti nell’ambito del territorio di Pisa.

Descrizione

Il complesso attuale è composto di più corpi di fabbrica, ad altezze diverse ed edificati in epoche differenti; corredato da più aree esterne a Nord e ad Est, cortile interno con pozzo in muratura, posto in posizione baricentrica rispetto al complesso.

Il tutto è delimitato da via Santa Maria a Ovest, P.zza dell’ Arcivescovado a Nord, Via don G. Boschi a Est, altri edifici non di proprietà a Sud.

La costruzione che oggi vediamo è il risultato delle evoluzioni e sovrapposizioni di corpi edilizi, per rispondere nel corso del tempo alle mutate esigenze che l’Ospedale dei Trovatelli e le strutture ad essa connesse si trovavano ad affrontare.

La prima raffigurazione del complesso, la troviamo in un’acquaforte del Delzoni, edizione Florimi, realizzata agli inizi del 1400; in essa sono ben evidenti più corpi di fabbrica, attestati su via SantaMaria, e la presenza di terreni destinati a frutteto e orto.

Il 1473 è l’anno di svolta del complesso; infatti il 7 aprile, viene stipulato un contratto tra il

Governatore dell’Ospedale e il Maestro Giuliano di Tommaso da Pietrasanta, al quale viene affidato il compito di unificare le diverse strutture dell’Ospedale dei Trovatelli, dietro un unico paramento di facciata. Il paramento murario esterno finito è quello che oggi vediamo, prospiciente via Santa Maria, identificabile in una porzione di facciata, scandita da una sequenza di finestre a quadrifora con fregi nella sommità che richiamano ornamenti floreali, alternate ad altre più piccole di forma rettangolare, sempre in pietra serena con grata di ferro a maglia quadra; una fascia marcapiano in pietra serena, funge da piano d’imposta delle stesse.

By