Camp Darby, Pieroni (PD): “La conversione ad uno civile dell’area è auspicio comune, ma non si strumentalizzi il progetto di potenziamento”

PISA – “Stiamo parlando di un progetto di potenziamento che, se astratto da considerazioni ideologiche e politiche, di fatto andrebbe a migliorare la sicurezza del territorio con la realizzazione, ad esempio, della linea ferroviaria che dal Tombolo arriva alla base così da spostare su ferro il traffico dei mezzi militari”. Così Andrea Pieroni, consigliere regionale, intervenendo in aula nella discussione sulla mozione presentata dal gruppo Sì Toscana.

“Ciò da cui muove la mozione del gruppo Sì Toscana a Sinistra è una questione esistente – prosegue Pieroni –, ma non possiamo parlare del progetto di potenziamento di Camp Darby come determinante per l’aumento dei conflitti nel mondo, soprattutto se pensiamo che lo stesso è stato proposto dall’amministrazione Obama. Piuttosto è importante porre l’attenzione ai contenuti del progetto stesso. Inoltre, dobbiamo ricordarci che nella base, regolata da trattati internazionali siglati nel 1951, lavorano circa 400 persone per lo più delle province di Pisa e Livorno ed anche recentemente abbiamo approvato in Consiglio mozioni a difesa dell’occupazione nella base”.

Come ha specificato l’assessore Grieco intervenendo in risposta ad una precedente interrogazione: il parere della Regione è sostanzialmente positivo a condizione che vengano acquisiti i necessari contributi, pareri, nulla osta e autorizzazioni previsti dalla normativa vigente. I soggetti a cui riferirsi sono: l’Autorità di Bacino del fiume Arno per gli aspetti idrogeologici e idraulici; l’Ente parco di Migliarino San Rossore per la valutazione di incidenza; la Soprintendenza Belle Arti e paesaggio di Pisa e Livorno per il vincolo paesaggistico e Terna, Rete elettrica nazionale e la Società Navicelli.

“Come Partito Democratico, dunque, presenteremo una mozione per precisare la nostra posizione e ne chiederemo la condivisione agli altri gruppi, a partire dal gruppo Mdp che già in aula ha condiviso la nostra impostazione. Infine, riguardo alla possibile e progressiva riduzione dell’area della base militare fino al completo smantellamento – conclude Pieroni –, l’auspicio è condiviso dalle amministrazioni locali. Pochi giorni fa il Consiglio comunale di Pisa ha approvato un ordine del giorno in cui si richiama alla necessità di un intervento del governo italiano con l’amministrazione americana per comprendere le prospettive della struttura e valutare una possibile riconversione ad uso civile dell’intera area. Intanto, sono in fase avanzata le trattative per restituire alla disponibilità della comunità locale una porzione di territorio non più funzionale alle attività della base. Assumiamo l’impegno a lavorare in tale direzione, consapevoli che gli enti territoriali possono svolgere la funzione di stimolo e sollecitazione – e noi lo faremo-, ma che spetta ai governi italiano e americano assumere la decisione definitiva. Tenendo presente che i percorsi sono complessi e che richiederanno tempo per arrivare a maturazione”.

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