“Campi Flegrei: storia eruttiva, stato attuale e implicazioni di rischio” al Museo della Storia Naturale

CALCI – In occasione dell’esposizione temporanea “Vulcani. Il fuoco della Terra
(15 novembre 2019 – 25 maggio 2020), a cura dell’associazione di divulgazione scientifica Vulcano Esplorazioni, il Museo di Storia Naturale propone un ciclo di incontri a tema gratuiti e aperti a tutti.


Il ciclo è organizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sezione di Pisa e l’associazione di divulgazione scientifica “Vulcano Esplorazioni”.

Il secondo incontro, a cura di Marco Pistolesi (Dipartimento di Scienze
della Terra, Università di Pisa) e Augusto Neri (INGV, sezione di Pisa),
si terrà venerdì 31 gennaio alle ore 16.30.

“Campi Flegrei: storia eruttiva, stato attuale e implicazioni di rischio”

I Campi Flegrei sono una vasta area di origine vulcanica situata a nord-ovest della città di Napoli e centrata nel golfo di Pozzuoli, a pochi chilometri a ovest del Vesuvio. Al contrario di quest’ultimo o dei
tipici stratovulcani dalla forma di cono troncato, il vulcano flegreo è una caldera, ovvero una vasta depressione di circa 12 km di diametro, costellata da decine di crateri. La storia geologica della caldera è
stata dominata da almeno due grandi eventi eruttivi (ignimbriti): l’eruzione dell’Ignimbrite Campana (avvenuta circa 39.000 anni fa) e l’eruzione del Tufo Giallo Napoletano (avvenuta 15.000 anni fa). Nel
periodo successivo al Tufo Giallo Napoletano si sono verificate oltre 70
eruzioni minori e attualmente si contano almeno 24 edifici vulcanici e
numerosi crateri, alcuni dei quali sotto il livello del mare. L’ultima eruzione, denominata Monte Nuovo, si è verificata nel 1538 e da allora l’attività ai Campi Flegrei è stata caratterizzata da fenomeni di continuo innalzamento e abbassamento del suolo (bradisismi), modesta
attività sismica, attività fumarolica ed idrotermale più o meno intensa,
tutte variazioni che testimoniano come il sistema sia ancora attivo. Sulla base della storia eruttiva e dei dati di monitoraggio disponibili, è stato possibile delineare le aree maggiormente esposte alle diverse
fenomenologie pericolose, permettendo alle autorità di protezione civile
di definire un Piano Nazionale di Emergenza. La storia eruttiva e lo
stato attuale del sistema, insieme all’enorme esposizione del territorio
(oltre 400.000 persone vivono all’interno della caldera) rendono i Campi
Flegrei una delle aree vulcaniche a più alto rischio al mondo.

Per informazioni
www.msn.unipi.it
info.msn@unipi.it

By