I cani come aiuto alle persone disabili. L’Sds pisana presenta due progetti

PISA – Si è svolta martedì 21 novembre presso la Sede della società della salute la conferenza stampa avente per oggetto due progetti sperimentali dell’Associazione DobreDog, finanziati dalla Sds della zona pisana e basati sull’istruzione Relazionale, un protocollo innovativo nato dalla collaborazione tra Università e Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi.

di Giovanni Manenti 

Si tratta di progetti innovativi che ancora hanno bisogno di essere testati, ma la cosa interessante è che è stato oggetto di una tesi di laurea dell’Università di Veterinaria di Pisa.

Sono intervenuti alla conferenza stampa Sandra Capuzzi Presidente della SdS Zona Pisana, Francesco Fabbri Presidente dell’Accademia Cinofila Dobredog, Federica Gorrasi Presidente dell’USID dell’Università di Pisa, Tommaso Lorenzetto Bologna  autore della tesi di Laurea “Cani di assistenza motoria. Studio di un caso reale”, Monica Quassinti e il suo cane Ruben beneficiari del progetto di Dobredog oggetto della tesi di laurea e Alessandro Vestri istruttore Cinofilo della Scuola Nazionale Cani Giuda per Ciechi.

“Il progetto si basa su quella che viene chiamata istruzione relazionale – dice Francesco Fabbri – nel senso che il cane viene utilizzato come un unico soggetto con la persona disabile, non aiutandolo solo nello sviluppo dell’aiuto, ma soprattutto sotto l’aspetto relazionale. Ci stiamo attivando affinché questo progetto possa essere sempre più ampliato ed in questo devvo ringraziare la Sds e Sandra Capuzzi in particolare.

“Sin dall’inizio – dice Tommaso Lorenzetto Bologna – siamo partiti dalle problematiche che ogni disabile ha, a cominciare dal guinzaglio, per poi lavorare sul richiamo e quindi introdurre le funzionalità avanzate con il riporto, i cui vantaggi stanno nel fatto che il cane viene istruito sulla base delle esigenze della persona e non standardizzate, considerato che il cane che viene istruito è già di proprietà dei disabile”.

“Il fatto di essere parte attiva dell’istruzione di Ruben – dice Monica Quassanti – assieme all’istruttore è stata un’esperienza fantastica, che mi ha fatto crescere e scoprire lati del mio cane che non conoscevo”.

“Siamo partiti da una base guida per cani da ciechi e poi ci siamo accorti delle diversità delle varie disabilità – dice Alessandro Vestri – ed abbiamo cercato di spostare l’attenzione su come poter fare interagire l’animale con il padrone ed il connubio ha un proprio stile a seconda delle esigenze e ci siamo resi conto come ciò sia possibile e favorisca la costituzione di una rete, al momento sperimentale, ma già in fase avanzata, per ottimizzare il rapporto interpersonale con il padrone, dato che operiamo su cani già di proprietà del soggetto disabile, e che consente anche un abbattimento dei costi di gestione, nonché la tutela ed il rispetto dell’animale, che non viene tolto dall’ambiente familiare”.

“Quando mi è stato sottoposto il progetto, ho subito capito come fosse un importante punto di partenza dice Sandra Capuzzi – visto che si potesse sviluppare in chiave positiva, sia per il fatto di lavorare su di un cane di proprietà che determina un valore aggiunto al fine di uno sviluppo dell’autonomia che per il fatto che avevamo di fronte un tipo di autonomia diversa poiché il disabile è diverso dal classico cieco. Ecco quindi che abbiamo ritenuto di poter finanziare il progetto nell’ottica di favorire sempre più l’autonomia del disabile e ci auguriamo che quella che è stato sperimentato per Monica e Ruben possa ampliarsi al fine di consentire ad un maggior numero di persone di fruire di questa opportunità, che in futuro potrebbe essere allargata anche a chi attualmente il cane non l’ha, ma vuole fruire del progetto”.

By