Caos Pisa. Dall’incontro di San Rossore arrivano speranze

PISA – L’incontro-confronto svoltosi ieri pomeriggio a San Rossore, con il Giornalista Ivan Zazzaroni, Promotore dello stesso, e che ha svolto la funzione di Moderatore, è quanto meno servito a far chiarezza su alcuni punti cardine della vicenda che per oramai troppo tempo “sta tenendo in scacco” una intera città.

di Giovanni Manenti

Sul primo punto relativo all’impellente scadenza del 17 corrente in ordine al pagamento delle mensilità di luglio ed agosto per non incorrere in penalità, ed in ordine al quale i giocatori hanno costituito in mora la Società, Lorenzo Petroni è stato categorico nell’affermare come: “manterremo fede agli obblighi che ci competono, entro lunedì quanto di spettanza sarà pagato, ed anzi colgo l’occasione per ringraziare Gattuso ed i Giocatori per l’impegno e la Professionalità sin qui dimostrata nonostante l’oggettiva situazione di difficoltà. Non ce l’ho con loro, in quanto al loro posto anch’io mi sarei comportato allo stesso modo”.

Parole queste, che hanno dato modo al Tecnico di ribadire il suo punto di vista, sul fatto che “la messa in mora non è assolutamente stata, come qualcuno ha voluto far credere, una ripicca, bensì a fronte del mancato rispetto di promesse ed impegni relative a pendenze della scorsa stagione in ordine sia a rimborsi spesi che ai premi promozione, e vorrei che Lorenzo (Petroni ndr) ringraziasse anche i dipendenti che da mesi non riscuotono lo Stipendio e che hanno famiglie da mantenere, vivendo una situazione di estremo disagio”, cui ha fatto eco l’Avv. Calcagno, Vice Presidente AIC, nel ribadire come “l’iniziativa dei giocatori debba essere vista come il frutto dell’incertezza regnante sul futuro societario, in quanto, qualora gli impegni non venissero rispettati, ciò potrebbe consentire agli stessi di richiedere la risoluzione dei contratti in essere”.

Dopo un breve “excursus” sul “lodo Battini” in ordine alla definizione delle pendenze relative alla passata gestione, sul quale il Dr. Chiarioni ha precisato “essere ancora in discussione il versamento, da parte di Carlo Battini, della somma di 1,7 milioni di €uro, per la quale è in corso una controversia giudiziaria i cui tempi di definizione non sono al momento prevedibili”, ed all’intervento del Presidente di Lega, Andrea Abodi, il quale, a difesa del proprio operato, ha tenuto a precisare come “la Società Ac Pisa 1909 abbia adempiuto agli obblighi previsti dal Regolamento per l’iscrizione al Campionato in corso, che ogni decisione assunta dal Consiglio di Lega è stata presa non per favorire il Pisa Calcio – vedasi anche il rinvio della gara della prima giornata a Terni che aveva creato un Contenzioso con la Società umbra – ma nell’interesse della regolarità di un Torneo nel corso del quale una delle 22 squadre iscritte vive un momento di oggettiva difficoltà, ed in ordine al quale uno dei nostri compiti è anche quello di vigilare che ogni decisione in ordine alle trattative in corso per la vendita della Società sia frutto della precisa volontà della Famiglia Petroni e non di interventi coercitivi esterni”.

A questo punto, l’incontro si è spostato sul “punto focale”, vale a dire sulla disponibilità a vendere da parte dell’attuale proprietà e, dopo che lo stesso Abodi ha “liquidato” con poche ma chiare parole il Mediatore del Fondo Arabo Pablo Dana – anch’esso presente alla “tavola rotonda” – affermando come lo stesso “avesse sottoscritto un preliminare di acquisto senza avere le condizioni operative per poterlo adempiere, e negando altresì l’esistenza dei potenziali acquirenti i cui nomi sono recentemente emersi sugli Organi di Stampa”, la notizia più importante di giornata è giunta dall’aver appreso che “la Famiglia Petroni ha dato mandato a vendere alla Lega di Serie B, il che vuol dire che chiunque voglia acquistare il Pisa deve rivolgersi alla Lega, la quale ha il compito di vagliare le offerte, sulla base, oltre che dell’importo messo a disposizione, anche della solidità finanziaria e delle garanzie a fronte dell’impegno che si intende assumere”.

Ed emerge che “vi è già un gruppo di imprenditori, operanti nei distinti settori di Intrattenimento, Marketing e Finanza, che ha costituito una Piattaforma comune per rilevare il Pisa Calcio e dei quali, per motivi di riservatezza” – ha proseguito Abodi – “non posso in questo luogo fare i relativi nomi, ma che mi auguro già dai primi giorni della prossima settimana si possa concretizzare il tutto”. La parola passa ai Giornalisti presenti, i quali – giustamente – chiedono a gran voce potersi quantificare quanti e quali siano i debiti del Pisa, circostanza in ordine alla quale è ancora Abodi a precisare come “gli stessi siano al momento quantificabili in circa 2,5/2,7 milioni di €uro, cui vanno aggiunti i costi della gestione corrente, tenendo conto che il Pisa ha un “Monte Stipendi” lordo di 6 milioni”.

Queste ultime considerazioni hanno dato modo a Gattuso di togliersi qualche “sassolino dalle scarpe”, in ordine alle vicende degli ultimi mesi, in quanto “la situazione degli stipendi è anche frutto del Mercato bloccato dal 31 luglio che non ha consentito le operazioni in uscita (v. Lupoli, Makris ed altri); la pessima gestione del Settore Giovanile – sul quale, personalmente, contavo – non mi ha consentito di attingervi per rinforzare la rosa della prima squadra; a Pablo Dana imputo il fatto di non essersi prima documentato sullo stato finanziario del Pisa, poiché l’esborso del Fondo sarebbe divenuto pari a ca. 10 milioni di €uro, una cifra spropositata, e quello che mi aveva fatto allontanare da Pisa a fine luglio era, dopo ciò che con il Presidente Fabio Petroni avevamo concordato con il “Patto di Gallarate”, il mancato rispetto di detti accordi con la presenza in Società di personaggi squallidi che con il Calcio non dovrebbero nulla avere a che fare, cosa per la quale non accuso il Presidente, poiché con lui, alla fine, si era instaurato un positivo rapporto di collaborazione, venuto meno per le note vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto, e che invece ha un preciso nome e cognome, nella persona dell’Avv. Taverniti …!!”. E, come al solito, “Ringhio” non le manda certo a dire…

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